Normativa Raffinazione

Sulla base dell’art. 1, comma 2, della Legge n. 239/2004, la produzione, l’importazione, l’esportazione e lo stoccaggio degli oli minerali sono attività libere su tutto il territorio nazionale. I criteri e le modalità per il rilascio delle autorizzazioni in materia di impianti di lavorazione e stoccaggio degli oli minerali non sono state ancora approvate. Tale norma ha innovato significativamente la disciplina del settore, abolendo il regime concessorio introdotto negli anni ’30 con il Regio Decreto Legge n. 174/33, convertito con la Legge n.367/34, e con il relativo regolamento di esecuzione (Regio Decreto n. 1303/34). In realtà, il regime concessorio era stato in parte superato e semplificato con la Legge n. 9/91, con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 420/94 e con il Decreto Ministeriale 11 gennaio 1995 (cd. “decreto opere minori”). Sempre in attuazione della Legge n. 239/2004, il Decreto Legislativo n. 128/2006 ha riordinato le norme relative all’istallazione e all’esercizio, travaso e deposito di gpl, nonché dell’attività di distribuzione e vendita dello stesso prodotto.

Recentemente, l’art. 57 del Decreto Legge n. 5/2012, convertito con la Legge n. 35/2012, ha restituito allo Stato le competenze attribuite dalla Legge n. 239/2004 agli Enti locali, relativamente alle raffinerie e ad alcuni depositi, nonché alla rete nazionale degli oleodotti, trattandosi infrastrutture e insediamenti strategici.

Per quanto attiene alla disciplina delle scorte d’obbligo, il Decreto Legislativo 249/2012 ha recepito la Direttiva 2009/119/CE in attuazione dei principi previsti dalla Legge comunitaria 2009 (Legge 96/2010). La normativa comunitaria ha riavvicinato il sistema di mantenimento delle scorte al metodo AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) e promosso l’istituzione di Organismi centrali di stoccaggio presso gli Stati membri, quale l’Ocsit per l’italia, al fine di garantire una maggiore sicurezza in caso di crisi.

Per quanto riguarda il 2015, gli obblighi di scorta sono stati complessivamente 11,3 milioni di tonnellate.
Dal 2014 anche l’Ocsit, organismo centrale di stoccaggio presso l’Italia, detiene scorte (1 giorno nel 2014, 3 giorni nel 2015) .