14.07.2010 E' on-line il n. 6/2010 di Notizie Statistiche e Petrolifere

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23.6.2010 E' on-line il n. 5/2010 di Notizie Statistiche Petrolifere

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MERCATO NAZIONALE
Il contesto energetico-petrolifero italiano

Nell'anno 2006 i consumi di energia in Italia sono stati pari a 195,6 Mtep, con una flessione dell'1,1 per cento rispetto al 2005.

Data la contestuale consistente crescita del Pil (+1,9 per cento), l'intensità energetica - cioè il rapporto fra domanda complessiva di energia e Pil - è tornata a registrare un miglioramento (+2,9 per cento) che, se in parte riflette una maggiore efficienza complessiva del nostro sistema energetico, è stata determinata essenzialmente da fattori climatici data la mitezza delle temperature invernali. L'andamento delle diverse fonti ha avuto il seguente profilo:

  • il consumo dei prodotti petroliferi, pari a 84,7 Mtep, ha registrato una diminuzione dello 0,6 per cento(1), meno marcata rispetto al -3,2 per cento degli ultimi due anni, a motivo della temporanea ripresa nell'uso dell'olio combustibile nelle centrali termoelettriche per i problemi di approvvigionamento di gas rilevati durante i primi mesi dell'anno;

  • il gas naturale ha registrato un inatteso decremento (-2,1 per cento rispetto al 2005) passando dai 71,2 ai 69,7 Mtep, pur confermandosi come la seconda fonte energetica (35,6 per cento in peso);

  • in calo anche le importazioni nette di energia elettrica, pari a 9,8 Mtep (-9,0 per cento).

Sono invece risultati in aumento:

·         il consumo dei combustibili solidi, pari a 17,4 Mtep (+2,4 per cento), dato il maggior impiego nella termoelettrica;

·         le fonti rinnovabili, passate da 13,5 a 14 Mtep (+3,7 per cento), grazie ad una ripresa della produzione idroelettrica, sostenuta anche dall'aumento produttivo delle altre rinnovabili, in particolare eolico (+37 per cento circa);

·         i consumi di benzine (12,7 milioni di tonnellate) hanno subito una ulteriore contrazione (–6,3 per cento contro il -7,2 dell'anno precedente);

·         la domanda di gasolio autotrazione (25,4 milioni di tonnellate) ha ripreso la sua crescita con un +4,1 per cento contro il +1,6 per cento del 2005;

·         i consumi di gasolio riscaldamento (–12,7 per cento) hanno subito un forte decremento a motivo degli effetti climatici, mentre quelli di gasolio per uso agricolo sono rimasti pressoché invariati; complessivamente la domanda di gasoli ha raggiunto i 30,6 milioni di tonnellate, con un incremento di circa 670 mila tonnellate, pari al +2,2 per cento, rispetto al 2005;

·         la domanda di olio combustibile (8,3 milioni di tonnellate) ha temporaneamente frenato la sua discesa (+2,6 per cento contro il –23,6 per cento dell'anno precedente) soprattutto per effetto del suo maggiore impiego contingente nella termoelettrica (+3,9 per cento). Dei circa 6 milioni di tonnellate di olio combustibile destinato a tale settore (escludendo i volumi utilizzati dagli autoproduttori industriali), il 57,5 per cento è stato oggetto di importazione di cui il 94 per cento con tenore di zolfo inferiore all'1 per cento;

·        fra gli altri prodotti hanno registrato variazioni positive il carboturbo (+ 5,6 per cento), gli altri prodotti (+4,9 per cento), trainati principalmente dai consumi di coke di petrolio, (+ 5,6 per cento), gli altri prodotti (+4,9 per cento), trainati principalmente dai consumi di coke di petrolio, i bitumi (+3,8 per cento) e i bunkeraggi marittimi (+2,4 per cento), mentre sono risultati in diminuzione il Gpl (–6,5 per cento) e la carica petrolchimica (–5,9 per cento).

La dipendenza energetica dall'estero del nostro Paese nel 2006 è rimasta tuttavia sullo stesso ordine di grandezza dell'anno precedente, intorno all'85 per cento.

La produzione nazionale di idrocarburi

  • Il 2006 è stato un anno negativo per l'upstream nazionale che, oltre alla costante diminuzione della produzione di gas, ha rilevato un calo, sebbene temporaneo, anche nella produzione nazionale di greggio che, con un –5,4 per cento rispetto al 2005, si è attestato sui circa 5,8 milioni di tonnellate. I volumi estratti nel 2006 sono provenuti per l'88 per cento da pozzi a terra e per il 12 per cento da giacimenti a mare. Oltre l'85 per cento della produzione a terra è stato estratto in Basilicata, Regione che si conferma di fondamentale importanza nel contesto produttivo petrolifero italiano.
  • La produzione nazionale di gas naturale ha invece continuato nella sua flessione strutturale: dai circa 12,1 miliardi di metri cubi del 2005 si è passati ai circa 11,0 miliardi del 2006. La diminuzione della produzione di gas rispetto al picco estrattivo del 1994, pari a 20,6 miliardi di metri cubi, è stata del 47 per cento circa. Oggi il gas di produzione interna contribuisce al fabbisogno nazionale per il 13 per cento, rispetto al 42 per cento dell'epoca di massimo sviluppo.
    Le riserve certe italiane di idrocarburi sono risultate pari a 1,6 miliardi di barili di olio equivalente (boe), mentre quelle da scoprire sono valutate fra 1,0 e 2,1 miliardi di boe, con un indice di vita residuo di circa 14 anni per il gas e di 17 anni per il greggio.
    Oltre a garantire maggiore sicurezza energetica, lo sfruttamento della produzione nazionale contribuisce a ridurre la nostra spesa energetica: complessivamente la produzione nazionale di idrocarburi nel 2006 (pari a 14,9 Mtep) ha soddisfatto l'8 per cento circa del fabbisogno energetico nazionale ed ha consentito un risparmio di 4,9 miliardi di euro nella nostra fattura energetica.  
      
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  • Nel 2006 l'Italia ha importato 87 milioni di tonnellate di greggio, con un decremento del 2,6 per cento rispetto all'anno precedente. Di queste, 83,4 milioni sono state importate in "conto proprio" (–2,2 per cento) e 3,6 da "committenti esteri" (–10,0 per cento). Risultano invece in crescita le importazioni dei semilavorati esteri (pari a 6,3 milioni di tonnellate, +6,8 per cento) e dei prodotti finiti che, con 14,7 milioni di tonnellate, hanno rilevato un +5,0 per cento.

CONSUMI

  • Il gas naturale è stata la fonte di energia che ha maggiormente risentito dell'impatto delle temperature più elevate rispetto alle medie stagionali e nel 2006 i consumi di tale fonte hanno segnato un decremento del 2,1 per cento rispetto all'anno precedente, giungendo ad appena 84,5 miliardi di metri cubi, contro gli 86,3 del 2005.
    In forte frenata sono stati infatti i consumi del settore civile (–8,0 per cento) e quelli industriali (–6,0 per cento), mentre hanno registrato un incremento quelli del settore elettrico (+6,0 per cento) anche grazie all'entrata in esercizio di nuovi impianti a ciclo combinato.
    Il contributo del gas naturale al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale nel 2006 ha rappresentato il 35,6 per cento contro il 27 del 1996.
    Questa fonte energetica, la cui domanda si sta rapidamente avvicinando a quella di petrolio, continuando comunque ad espandersi negli impieghi del settore termoelettrico, già entro il prossimo decennio potrebbe divenire la fonte dominante.

  • Nel 2006 i consumi dei combustibili solidi hanno registrato un incremento del +2,4 per cento, stabilizzandosi attorno ai 17,4 Mtep. Tale risultato è la conseguenza sia della maggiore produzione di energia elettrica da carbone, che si è attestata sui 44,6 miliardi di kWh (+2,3 per cento rispetto al 2005), sia per i maggiori consumi nelle cokerie e nei materiali da costruzione.

  • In conseguenza delle crescenti quotazioni delle fonti energetiche, nel 2006 la fattura energetica ha toccato un valore record in termini nominali, pari a 50,110 miliardi di euro, molto vicino al picco storico del 1981 di 52,9 miliardi in valori reali.
    La spesa nazionale per l'approvvigionamento di energia dall'estero (rappresentata dal saldo fra l'esborso per le importazioni e gli introiti derivanti dalle esportazioni) è stata notevolmente appesantita dai maggiori costi e dai più elevati volumi di gas e di energia elettrica importati, beneficiando solo marginalmente del rafforzamento del cambio dell'euro sul dollaro (+1,6 per cento circa).
    Il maggiore impatto sulla fattura energetica resta comunque determinato dalla fattura petrolifera che, nonostante la contrazione dei consumi, è aumentata di oltre 5,2 miliardi di euro (da 22,382 a 27,592 miliardi di euro). La fattura energetica di 50,110 miliardi di euro ha rappresentato il 3,4 per cento del Pil, contro il 2,7 del 2005 ed il 5,2 per cento in media nel periodo 1980-85.
    L'incidenza sul Pil della fattura petrolifera è stata pari all'1,9 per cento, il peso più alto degli ultimi 20 anni ma inferiore ad incidenze ben più rilevanti, come il 4,6 per cento registrato in media nel periodo 1980-83.
    Il costo medio annuo di una tonnellata di greggio è stato pari a 366,3 euro contro i 307,4 del 2005. Un incremento del 19,2 per cento che è la risultante di un maggior costo del greggio all'origine (+21,6 per cento) e dell'apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro.










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