14.07.2010 E' on-line il n. 6/2010 di Notizie Statistiche e Petrolifere

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23.6.2010 E' on-line il n. 5/2010 di Notizie Statistiche Petrolifere

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MERCATO NAZIONALE
La rete di distribuzione carburanti

Negli ultimi anni la rete p.v. ha subito profondi cambiamentidal D.L. n. 745 dell'ottobre 1970 alla Legge 248/2006.

Il D.L. n. 745 dell'ottobre 1970, convertito con la L. n. 1034/70, bloccò il rilascio di nuove concessioni e regolamentò la materia sotto il profilo amministrativo e per gli aspetti contrattuali (rapporti aziende/gestori).

Tale disciplina è sostanzialmente sopravvissuta negli anni, anche dopo il passaggio alle Regioni delle funzioni amministrative in materia (1977). E sebbene varie direttive governative (DPCM del 1978 - 1982 - 1989) abbiano tentato di imprimere un forte impulso alla razionalizzazione della rete, i numerosi vincoli burocratici, amministrativi, urbanistici posti dagli enti periferici hanno reso molto lento tale processo. Negli anni '90 le chiusure fisiologiche sono state di 500/600 impianti all'anno.

(tabella: Tipologie punti vendita ed Erogato medio)

(tabella: Italia - Rete punti vendita carburanti in esercizio al 31.12.2006)

Nel 1998 il Ministero Industria, con il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, ha riformato in modo significativo la disciplina del settore, accelerando il processo di liberalizzazione del comparto distributivo, prevedendo però un periodo transitorio di permanenza della regolamentazione previgente al fine di conseguire un consistente taglio del numero di punti vendita (in particolare attraverso l'incentivo, in una prima fase, della restituzione di due/tre vecchi impianti per ottenerne uno nuovo). Tale obiettivo, che presupponeva tuttavia un'azione incisiva da parte dei Comuni per l'identificazione degli impianti non compatibili e l'individuazione dei criteri e delle aree per l'installazione dei nuovi p.v., è stato conseguito parzialmente e prevalentemente sulla base delle iniziative volontarie di chiusura da parte delle aziende.

Nell'ambito delle misure destinate a favorire il processo di ristrutturazione della rete, il D. Lgs. n. 32/98 ha previsto all'art. 6 la costituzione di un nuovo Fondo a favore dei gestori degli impianti di distribuzione carburanti oggetto di ristrutturazione, a cui sono confluite le disponibilità residue del precedente Fondo istituito ai sensi del provvedimento CIP n. 18/1989. Le modalità operative di accesso al fondo sono state regolate dal Ministro dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato con decreto 24 febbraio 1999.

Con il decreto legislativo 8 settembre 1999, n. 346, di modifica del D.Lgs. 32/98, è stata rivista la tempistica precedentemente prevista e sono stati dati termini più stretti ai Comuni, con poteri sostitutivi da parte delle Regioni in caso di inadempienza. Inoltre è stato introdotto un meccanismo di silenzio-assenso per l'acquisizione, da parte degli stessi operatori, delle necessarie concessioni edilizie.

Con la successiva legge 28 dicembre 1999, n. 496, di conversione del decreto legge 29 ottobre, n. 383, sono stati introdotti nuovi elementi di liberalizzazione nonché ristretti i tempi del periodo transitorio prima della completa liberalizzazione, attuata dal 1° luglio 2000; peraltro la legge n. 496/99 ha inserito, in contraddizione con le sue finalità, ulteriori elementi di rigidità nella libertà contrattuale tra il titolare dell'autorizzazione ed il gestore affidatario di un impianto di distribuzione carburanti.

Con l'art. 19 della legge 5 marzo 2001, n. 57, il Parlamento è nuovamente intervenuto sul settore prevedendo una serie di misure di stretto interesse della categoria dei gestori nonché l'emanazione di un Piano nazionale contenente le linee guida per l'ammodernamento della rete distributiva carburanti (DM 31 Ottobre 2001), destinate alle amministrazioni regionali titolari della materia dopo la riforma costituzionale del 2001.

Infine, nell'agosto del 2006, la Legge n. 248/2006 è intervenuta rimuovendo, per le attività commerciali sottoposte al Decreto Legislativo n. 114/98 già ampiamente liberalizzate e per la somministrazione di alimenti e bevande, i vincoli sulle distanze e altri indici numerici (art. 3).

Il settore della distribuzione dei carburanti è stato invece inserito nel Disegno di Legge sulle liberalizzazioni proposto nel gennaio 2007 dal Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, con un intervento specifico volto ad eliminare solo le distanze minime tra impianti ed altri parametri numerici.

Classificazione della rete di distribuzione

· RETE AUTOSTRADALE

L'installazione e l'esercizio degli impianti di distribuzione carburanti è soggetta a concessione regionale o, in caso di delega, comunale.

Infatti con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (art. 105) tale competenza, precedentemente in capo al Ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato, è stata trasferita alle Regioni.

Alcune Regioni, pur mantenendo la competenza regolamentare in materia, hanno trasferito le funzioni amministrative ai Comuni.

· RETE ORDINARIA

L'installazione e l'esercizio degli impianti di distribuzione carburanti è soggetta ad autorizzazione comunale.

Il Comune esercita tali funzioni amministrative sulla base della disposizioni programmatorie regionali nonché delle normative nazionali in materia.

Attualmente la materia è quindi disciplinata:

- a livello nazionale: D.M. 31.10.2001
- a livello regionale, sulla base degli indirizzi nazionali
- a livello comunale, in attuazione delle precedenti disposizioni.











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