14.07.2010 E' on-line il n. 6/2010 di Notizie Statistiche e Petrolifere

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23.6.2010 E' on-line il n. 5/2010 di Notizie Statistiche Petrolifere

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MERCATO NAZIONALE
La raffinazione in Italia

Nel corso del 2006 la capacità dei principali impianti di raffinazione italiani ha subito modifiche in conseguenza del potenziamento e della ottimizzazione delle strutture esistenti. La capacità effettiva tecnico-bilanciata complessiva, intesa come quella supportata da impianti di lavorazione secondaria adeguati alla produzione di prodotti a specifica, che dalla fine degli anni '90 è rimasta invariata a 100,2 milioni di tonnellate, a fine 2006 ha raggiunto i 106,3 milioni.

Le lavorazioni complessive delle raffinerie sono ammontate a 100,2 milioni di tonnellate - compresi additivi e ossigenati (–1,6 per cento rispetto al 2005), consentendo il quasi totale utilizzo degli impianti (98,3 per cento). I rapporti di convenienza economica, espressi dai prezzi internazionali, hanno indotto una flessione dell'impiego del greggio (–2,2 per cento) e un aumento delle lavorazioni di semilavorati (+2,1 per cento).

Sono invece risultate in diminuzione le lavorazioni per conto committente estero (–3,4 per cento). Per assicurare il rispetto delle nuove specifiche in materia di zolfo entrate in vigore il 1° gennaio 2005, il sistema di raffinazione si è dotato di nuovi impianti idonei a produrre le nuove qualità di carburanti. La capacità di desolforazione è oggi pari a 43,6 milioni di tonnellate rispetto ai 25,8 del 1996 (+69 per cento).

La flessione delle lavorazioni complessivamente rilevata nel 2006 è stata determinata anche da una serie di interruzioni inattese per incidenti e/o per manutenzione straordinaria da parte di alcuni impianti.

I risultati economici e gli investimenti

Nel 2006 i margini di lavorazione delle raffinerie hanno mostrato una flessione, dopo tre anni di crescita legati alla notevole ascesa dei prezzi internazionali dei prodotti. I margini di distribuzione su rete si sono mantenuti mediamente in linea con quelli degli ultimi quattro anni, per quanto differenziati fra i vari prodotti.

L'andamento economico dell'extrarete, caratterizzato da dinamiche del tutto diverse ed autonome da quelle della rete essendo canali di vendita distinti (grossista e dettagliante), ha mantenuto un segno positivo.

Per quanto riguarda gli investimenti, il settore petrolifero ne ha effettuati complessivamente circa 5,9 miliardi di euro nel quinquennio 2001-2005 e ne prevede un incremento del 70 per cento fra il 2006 e il 2010, fino a circa 10 miliardi di euro. Di questi, circa il 59 per cento è sarà destinato a obiettivi di miglioramento della qualità dei prodotti e ambientali (principalmente desolforazione di benzina e gasoli e riduzioni delle emissioni). Dei circa 4 miliardi di euro destinati alla distribuzione, oltre il 79 per cento sarà assorbito dalle iniziative di ammodernamento della rete e dagli adempimenti normativi di carattere ambientale.

(tabella: Italia - La capacità delle raffinerie e la materia prima lavorata)

Nel 1975 erano oltre trenta le raffinerie in esercizio. Negli ultimi venticinque anni il sistema è stato drasticamente ristrutturato principalmente per adeguarlo alle profonde variazioni nella composizione stessa della domanda. Rispetto al 1975, infatti, si è avuta una forte riduzione dei consumi di olio combustibile ed, all'opposto, un incisivo aumento della domanda di distillati medi e leggeri (soprattutto carburanti).

Anche la qualità dei prodotti ha subito un continuo miglioramento, per ragioni ambientali e tecniche, richiedendo forti modifiche nella stessa configurazione degli impianti.

(tabella: Italia - Numero di raffinerie e capacità di raffinazione) 

Il completamento di questo processo di riconversione ha portato il sistema di raffinazione italiano all'avanguardia in Europa per efficienza e complessità degli impianti.

Gli investimenti effettuati dall'industria petrolifera italiana nella raffinazione nel periodo 1996-2006 sono ammontati ad oltre 6 miliardi di euro; nel 2007 sono stati pari a 1,3 miliardi, mentre nel prossimo triennio 2008-2010 ne saranno investiti altri 4 sempre con un significativo impegno delle risorse destinate a finalità ambientali.

Una quota consistente degli investimenti degli anni '90 è stata impegnata per portare a termine la realizzazione di tre impianti di massificazione per la produzione di energia elettrica, presso le raffinerie Api, Isab e Saras. I tre impianti hanno comportato globalmente un investimento di circa 1640 milioni di euro, distribuiti nell'arco di sei anni (1996-2001).

Questi impianti, oltre ai benefici ambientali legati ad un utilizzo di combustibili potenzialmente molto inquinanti con sistemi che consentono di abbattere le emissioni a valori inferiori a quelli dei migliori impianti a gas naturale, presentano anche un'altra importantissima ricaduta positiva sull'ambiente, e cioè la drastica riduzione del traffico di petroliere nel Mar Mediterraneo che trasportano olio combustibile pesante, in quanto l'olio combustibile è trasformato in loco.

Anche la qualità dei prodotti che l'attuale struttura di raffinazione italiana è in grado di garantire pone il nostro Paese all'avanguardia in Europa. La qualità della benzina in particolare è risultata migliore a livello comunitario per quanto attiene al contenuto di benzene ed aromatici. In Italia infatti è stata adottata nel 1997, con largo anticipo rispetto alle normative comunitarie, una legge che fissa all'1% il tenore di benzene e al 40% il tenore di aromatici nelle benzine. Lo stesso vale per lo zolfo oggi sceso fino a 10 ppm.

Nel 2006 si è registrato un valore medio dello 0,070% per il benzene e del 32% per gli aromatici.

Forti investimenti sono stati destinati anche a migliorare l'impatto ambientale locale delle raffinerie, determinando nell'arco degli ultimi 15 anni la riduzione delle emissioni di anidride solforosa di quasi il 50% e degli ossidi di azoto del 30% circa.











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