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Piero De Simone ospite a Codice a Barre su prezzi benzina


Qualità dell’attività di raffinazione
Le raffinerie sono impianti di grandi dimensioni e di grande complessità, dove il greggio viene frazionato in diversi tagli che, dopo opportune lavorazioni, costituiscono i componenti dei prodotti finiti. Il processo di raffinazione inizia con la distillazione frazionata del petrolio sia a pressione atmosferica che sottovuoto. Successivamente le diverse frazioni petrolifere ottenute vengono trattate in specifici impianti (cracking, visbreaking, coking, reforming, isomerisation, alkylation, ecc.), che consentono di modificare la resa del greggio sia nella quantità, sia nella qualità dei prodotti, in base alle diverse richieste di prodotti petroliferi provenienti dal mercato.
Le raffinerie possono, quindi, essere classificate in funzione del loro ciclo di lavorazione e degli impianti presenti. Alcuni schemi di raffinazione possibili sono:
  • hydroskimming: è un impianto caratterizzato da una bassa resa in prodotti leggeri e un'alta resa in olio combustibile;
  • schema a conversione: a differenza delle raffinerie hydroskimming, le frazioni pesanti non vengono impiegate per formulare l’olio combustibile, ma sono convertite termicamente o cataliticamente in frazioni più leggere. Le raffinerie di questo tipo sono più flessibili nel rispondere alle diverse richieste del mercato;
  • Lube: in una raffineria Lube si producono principalmente basi per oli lubrificanti. I grezzi che sono impiegati devono essere di qualità specifica.
In Italia, il tasso di utilizzo della capacità di raffinazione installata, molto elevato negli ultimi anni, mostra un’inevitabile contrazione, dovuta agli effetti della crisi economica e alla riduzione dei consumi petroliferi.
La struttura di raffinazione è caratterizzata da un’elevata capacità di conversione, quale risultato del progressivo adeguamento degli impianti alla mutata composizione della domanda interna e internazionale dei prodotti petroliferi. Il grado di complessità dell’industria italiana è in linea e, talvolta, è nettamente superiore a quello dei pochi Paesi europei più avanzati e degli Stati Uniti.

La riformulazione dei prodotti petroliferi, conseguente ai continui e progressivi miglioramenti delle loro caratteristiche chimico/fisiche sulla qualità ambientale (che hanno contribuito ad una significativa riduzione delle emissioni inquinanti nei settori del trasporto, industria e terziario), gli effetti delle normative ambientali nazionali ed europee sulle emissioni industriali, e la pesante riduzione della domanda hanno determinato nel corso dell’ultimo decennio una drastica trasformazione del comparto petrolifero nazionale con una riduzione del numero delle raffinerie da 18 alle 14 attuali. Per quelle rimanenti, inoltre, è stata profondamente modificata la loro configurazione, che ora è caratterizzata da una struttura impiantistica notevolmente complessa e contraddistinta da una elevata intensità energetica.

Di rilievo l’estrema flessibilità dimostrata nell’ovviare alla caduta della domanda interna e internazionale di olio combustibile attraverso gli investimenti in impianti di gassificazione di residui pesanti che, oltre a contribuire alla copertura della domanda energetica nazionale, presentano elevati livelli di efficienza ambientale e tecnica.

Le performance ambientali dell’industria e gli investimenti destinati all’ambiente consentono il pieno rispetto della legislazione ambientale sia per quanto concerne le emissioni inquinanti che per le specifiche merceologiche dei prodotti.

La maggiore richiesta di energia derivante dal mutato assetto impiantistico, ha comportato un elevato aumento dei consumi interni di gas di raffineria e di olio combustibile che negli ultimi anni sono quasi raddoppiati passando da circa 5 milioni di tonnellate a quasi 10 Mton. Al riguardo si rimarca che, nonostante detto aumento dei consumi interni, nelle raffinerie le emissioni degli inquinanti tradizionali (SO2, NOx, Polveri, e VOC) sono state drasticamente ridotte in termini assoluti (di circa il 40-50%, in particolare con l’attuazione del D.LGs 152/06 e delle recenti autorizzazioni IPPC/AIA).

Sono stati raggiunti elevatissimi standard in termini di sicurezza, che pongono l’industria all’avanguardia nella prevenzione degli incidenti e nella salvaguardia del proprio capitale umano.