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Liberalizzazioni: il punto di vista di UP  


Kyoto e l'emission trading
Con il Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas a effetto serra, siglato l'11 dicembre 1997, l'Europa si è impegnata a ridurre entro il 2010 le emissioni di CO2 dell'8% rispetto ai valori del 1990. Ogni Paese europeo si è dato un tetto di emissioni da raggiungere e l'Italia, in particolare, ha fissato il proprio al 6,5%. Essendo stato ratificato da un numero sufficiente di Paesi, il Protocollo è entrato pienamente in vigore nel febbraio 2005.
L'attuazione del Protocollo di Kyoto passa attraverso alcuni meccanismi di contenimento delle emissioni, così come disciplinati dalla direttiva 2003/87/ sull'emission trading, che fissa le regole sulle emissioni di CO2 dei principali settori industriali, tra i quali quello della raffinazione.
Con i Piani Nazionali di Allocazione per i periodi 2005-2007 (PNA1) e 2008-2012 (PNA2), ai diversi settori industriali sono stati attribuiti determinati quantitativi di emissioni da non superare.
Sul settore della raffinazione è stato attuato un taglio delle emissioni rispetto al primo periodo, portando l'allocazione complessiva a 19,06 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo 2008-2012. Agli effetti diretti sulla raffinazione occorrerà aggiungere anche gli oneri derivanti dal taglio di circa 7 milioni di tonnellate delle emissioni per gli impianti di produzione di energia elettrica nelle raffinerie (essenzialmente gassificatori), le cui quote sono state praticamente azzerate. È necessario evidenziare che, a fronte della riduzione delle assegnazioni tra PNA1 e PNA2 di oltre il 20% all’industria petrolifera italiana, negli altri Paesi membri la stessa industria ha subito tra PNA1 e PNA2 un taglio marginale o un incremento di assegnazioni. Tali fenomeni accresceranno la perdita di competitività dell’industria petrolifera italiana sia a livello comunitario che internazionale e rappresentano l’inevitabile conseguenza dell’impegno estremamente gravoso che l’Italia si è assunta sul Protocollo di Kyoto.

Quote assegnate alle attività regolate dalla Direttiva 2003/87/CE - Anni 2005-2007 e 2008-2012

Settori Industriali PNA1 PNA2
MtCO2
MtCO2
Termoelettrico cogenerativo e non cogenerativo 131,06 85,29
Altri impianti di combustione 14,90 17,89
Raffinazione 23,76 19,06
Produzione e trasformazione metalli ferrosi 14,76 22,82
Industria del cemento 26,52 27,63
Altri prodotti minerali 7,02 7,02
Pasta per carta e cartoni 5,09 5,09
Riserva nuovi entranti   16,93
TOTALE 223,11 201,63

Con l’adozione del pacchetto clima-energia denominato “20-20-20”, l’Unione europea si è impegnata su obiettivi ancora più ambiziosi rispetto al Protocollo di Kyoto del 1997, decidendo di ridurre unilateralmente del 20% entro il 2020 le proprie emissioni di CO2 rispetto al 2005. Per attuare questo obiettivo, è stata approvata la nuova direttiva sull’emission trading 2009/29/CE.