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Liberalizzazioni: il punto di vista di UP  


La situazione nazionale
Dopo i primi segnali di rallentamento dell’attività economica nel 2008 (-1,3%), l’economia italiana, nel 2009, è entrata nel pieno della crisi che ha investito trasversalmente tutti i Paesi. Questa situazione si è riflessa in una caduta del Pil del 5,0%, mai rilevata neanche nelle precedenti crisi petrolifere degli anni ’70.

  • I consumi complessivi di energia sono stati pari a 180 Mtep, contro i 191,3 del 2008. Pur essendo favoriti dai prezzi delle fonti energetiche in calo, i consumi sono stati decisamente penalizzati dalla forte contrazione delle attività industriali;
  • il consumo dei prodotti petroliferi,pari a 73,9 Mtep, ha registrato una diminuzione del 6,8%, determinata dal calo non solo negli usi termoelettrici ma anche nella autotrazione;
  • i consumi di benzine sono stati pari a 10,6 milioni di tonnellate (-4,9%); la domanda di gasolio autotrazione a 25,3 milioni di tonnellate (-2,4%). La domanda complessiva di gasoli si è attestata a 29,8 milioni di tonnellate, con un calo di oltre 610 mila tonnellate rispetto al 2008 (-2,0%);
  • la domanda di olio combustibile ha accentuato la sua discesa con 4,2 milioni di tonnellate (-19,9%);
  • nel 2009, con 6,8 miliardi di metri cubi in meno, i consumi di gas naturale si sono attestati a 78,1 miliardi di metri cubi (-8%). Complessivamente il gas naturale ha contribuito per il 35,5% al soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale, confermandosi la seconda fonte energetica del Paese;
  • per le fonti rinnovabili, invece, il 2009 è stato un anno di forte sviluppo: sostenute dal proliferare delle attività per la loro diffusione, fortemente incentivate a livello nazionale e regionale, sono state le uniche fonti energetiche a rilevare una crescita anche cospicua: +13,7%, che le ha portate a superare i 19,3 Mtep, soddisfacendo il +10,7% dei consumi energetici nazionali;
  • fra gli altri prodotti, si è registrata la variazione positiva del Gpl (+0,8%). Sono, invece, risultati in calo tutti gli altri: i bunkeraggi (-9,9%), i bitumi (-5,6%), i lubrificanti (-20,0%) e il carboturbo (-9,3%).