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Piero De Simone ospite a Codice a Barre su prezzi benzina


La situazione nazionale
La contenuta ripresa del 2010 è stata indebolita dal rallentare del ciclo economico internazionale, producendo nel 2011 una inversione della dinamica produttiva italiana. Il Pil dell’anno ha chiuso in media con un +0,4 per cento, ma la variazione acquisita per il 2012, cioè quella che si sarebbe verificata se il Pil fosse rimasto sui valori di fine 2011, è del -0,5 per cento.
  • I consumi complessivi di energia nel 2011 sono stati pari a 183,9 Mtep, contro i 187,8 del 2010, raggiunti dopo il parziale recupero degli 11 Mtep persi nell’anno della crisi.
  • Sempre nel 2011, il consumo dei prodotti petroliferi, si è assestato a 69,7 milioni di tonnellate (-3,5 per cento);
  • i consumi di benzine sono stati pari a 9,4 milioni di tonnellate (-5,9%); la domanda di gasolio autotrazione a 25,5 milioni di tonnellate (+0,9%). La domanda complessiva di gasoli si è attestata a 29,4 milioni di tonnellate, con un calo di 100 mila tonnellate rispetto al 2010 (-0,3%);
  • la domanda di olio combustibile si riduce a meno di 1,9 milioni di tonnellate (-22,9 per cento);
  • la produzione di idrocarburi estratti nel nostro Paese nel 2011 ha rilevato un ulteriore rafforzamento, grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni: la produzione di greggio infatti ha registrato un aumento del 4,5 per cento, con oltre 5,3 milioni di tonnellate, così come quella di gas naturale che si è attestata a oltre 8,4 miliardi di metri cubi (0,5 per cento).
  • per le fonti rinnovabili, il 2011 è stato un anno di forte sviluppo. Esse hanno rilevato infatti complessivamente una crescita del 6,6 per cento (+9,4 la sola produzione elettrica) che le ha portate a superare i 24,4 Mtep e a soddisfare oltre il 13 per cento dei consumi energetici nazionali.
  • fra gli altri prodotti, si è registrata la variazione positiva dei bitumi (+3,3 per cento) e il carboturbo (+1,9 per cento). Scendono invece il Gpl (-5,2 per cento, in controtendenza l’autotrazione +4,0 per cento), i bunkeraggi (-1,5 per cento) e i lubrificanti (-1,1 per cento).