I carburanti alternativi
Il forte impegno dell'industria petrolifera nei carburanti tradizionali si giustifica con il fatto che, per i prossimi dieci, quindici anni, la domanda di energia dal settore dei trasporti sarà ancora quasi completamente soddisfatta proprio da questi prodotti, con un ruolo del petrolio che resterà non inferiore al 90% del fabbisogno totale dei trasporti.
È necessario, pertanto, assicurare il massimo sforzo verso obiettivi ambientali sempre più ambiziosi, per rendere sostenibili questi sistemi di trasporto, che continueranno ad essere predominanti anche nelle aree urbane.
Tuttavia, l'industria petrolifera guarda con interesse anche allo sviluppo dei combustibili alternativi per il settore dell'autotrazione. Il gas naturale, il gpl, le emulsioni e i biocarburanti – in particolare il biodiesel – sono, a nostro avviso, quelli con le maggiori prospettive di sviluppo a breve termine.
Più a lungo termine, riteniamo che l'idrogeno possa giocare un ruolo molto importante nel settore dei trasporti e condividiamo e supportiamo gli sforzi che la comunità scientifica internazionale sta facendo per svilupparne le enormi potenzialità.
L'impegno dell'industria petrolifera nei combustibili alternativi è dimostrato dalle numerose iniziative che sta sviluppando nelle sedi nazionali e internazionali, che vedono l’Unione Petrolifera impegnata in attività di ricerca a vario livello, nei lavori di standardizzazione e di normazione di questi nuovi fuels, nella realizzazione di infrastrutture logistiche e distributive e in svariate iniziative commerciali. L'industria petrolifera possiede già, infatti, reti di distribuzione che, con opportuni adattamenti, possono essere integrate anche per commercializzare i carburanti alternativi.
Il giudizio dell'industria petrolifera sulla bontà dei combustibili alternativi non è univoco. A nostro avviso, per ciascun prodotto è necessario identificare gli elementi caratteristici maggiormente positivi e sfruttare al massimo queste potenzialità.