Piazzale Luigi Sturzo 31Roma, 00144
Telefono 06.5423651Fax 06.59602920

Autore: Marco D'Aloisi

244 posts

 DOWNLOAD 15.07.2020 Comunicato consumi petroliferi giugno 2020

 

Roma, 15 luglio 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

 

GIUGNO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,2 milioni di tonnellate, con un decremento pari al 17,6% (-893.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019, sostanzialmente in linea con le nostre previsioni, molto più contenuto di quello del mese di maggio grazie alla ripresa degli spostamenti fra Regioni dal 3 giugno e all’apertura delle frontiere interne all’Europa da metà giugno.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento del 12,3% (-325.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 17,5% (-116.000 tonnellate) del tutto analogo a quello della benzina venduta sulla rete rispetto a giugno 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 10,5% (-209.000 tonnellate), il gasolio venduto sulla rete del 15,5% rispetto a giugno 2019, mentre il gasolio extrarete, usato soprattutto per il trasporto merci, ha avuto una contrazione più contenuta (-7,2%).
  • Tutti i prodotti petroliferi, ad eccezione dei consumi di raffineria per la produzione di energia elettrica e del bitume, presentano un segno negativo anche se più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
  • Variazione invece ancora fortemente negativa per il carburante per aerei, che fa segnare un meno 83,9%, rispetto allo stesso mese del 2019, in quanto a giugno, a fronte di una leggerissima ripresa dell’aviazione civile, si è registrato un calo nell’aviazione militare (-3,6%).
  • Per il mese di luglio, stando ai dati del nostro modello dinamico, complessivamente ci si attende un calo ancora attorno al 15% rispetto ai valori del 2019, sia per la prosecuzione delle attività in “smart working”, che tenderà a frenare il recupero dei volumi, sia per la presenza ancora limitata dei turisti stranieri, particolarmente impattante sulla croceristica navale e sul trasporto aereo. La permanenza delle restrizioni alla mobilità, dato il picco della pandemia attualmente presente in altri Paesi e l’indebolimento del contesto economico mondiale, incideranno infatti notevolmente sulla presenza turistica estera, soprattutto con l’assenza dei voli di lungo raggio dalle aree di provenienza più rilevanti per il nostro turismo, quali Stati Uniti, Cina e Russia.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi sette mesi salirebbe quindi a circa 6,8 milioni di tonnellate (-20%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9 milioni di tonnellate (-15%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di giugno le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 23,1%. Nonostante la forte crescita delle ibride, oltre il 75% delle nuove vetture immatricolate nel mese continua ad avere una alimentazione a benzina o gasolio.

PRIMI SEI MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 23,2 milioni di tonnellate, con un decremento del 20,5% (-5.977.000 tonnellate) rispetto al primo semestre del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 11,3 milioni di tonnellate, con un decremento del 26,6% (-4.090.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-giugno 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 30,9%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 30,4%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 25,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 29%.
  • Nel primo semestre 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 46,1%. Quelle diesel hanno rappresentato il 34,7% del totale (era il 42,6% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle a benzina il 43,2% (era il 43,4% nello stesso 2019).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,4%, delle ibride dell’11,7%, a metano del 2,3% e delle elettriche dell’1,7%.

 

  DOWNLOAD 2020.06.17 Comunicato consumi petroliferi maggio 2020

 

Roma, 17 giugno 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

 

MAGGIO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 3,6 milioni di tonnellate, con un decremento pari al 28,5% (-1.451.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con ben due giorni lavorativi in meno, sono risultati pari a 1,7 milione di tonnellate, di cui 0,4 milioni di benzina e 1,3 milioni di gasolio, con un decremento del 35,5% (-943.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 40,4% (-249.000 tonnellate) del tutto analogo a quello della benzina venduta sulla rete rispetto a maggio 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 34% (-694.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 38,2% rispetto a maggio 2019, in conseguenza di una contrazione più contenuta del gasolio extrarete usato soprattutto per il trasporto merci (-30,4%).
  • Da segnalare una crescita solo per alcuni prodotti minori, con un peso molto basso sui consumi totali, quali il gasolio riscaldamento (+15.000 tonnellate, +35,7%), legata non tanto a fattori climatici (maggio 2020 ha registrato una temperatura di 3,5 gradi più alta rispetto al maggio 2019, particolarmente freddo e piovoso), quanto alla maggiore permanenza nelle abitazioni. Progresso del 23,8% per il gasolio agricolo (+38.000 tonnellate).
  • Per i restanti prodotti segni pesantemente negativi, soprattutto per il carburante per aerei che ha fatto segnare un -83,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, un calo attenuato dal forte aumento della componente dell’aviazione militare che ha fatto segnare un +154% a fronte del -90% degli usi civili.
  • Il progressivo allentamento delle misure di contenimento a partire dal 4 maggio con la ripartenza delle attività manifatturiere, nonché la riapertura dal 18 maggio anche delle attività commerciali al dettaglio, quali negozi e servizi alla persona, hanno avuto effetti sui consumi di carburanti. La mobilità personale, pressoché totalmente ferma per il periodo di lockdown, è stata sostenuta soprattutto da motivi di gestione familiare e di tempo libero ed ha attutito la contrazione dei consumi che, comunque, rimangono inferiori di oltre il 35% rispetto a maggio 2019.
  • Per il mese di giugno ci si attende un ulteriore effetto di recupero dei volumi di prodotti petroliferi impiegati nei trasporti, grazie alla ripresa degli spostamenti fra Regioni dal 3 giugno e dell’apertura delle frontiere con i Paesi Europei a partire da metà giugno. Tutte le modalità di trasporto (con una più graduale ripresa anche del traffico aereo) potrebbero inoltre essere positivamente influenzate dall’attesa ripresa dei flussi turistici.
  • Tuttavia, si stima che, in base ai dati elaborati dal nostro “modello dinamico”, complessivamente il totale consumi di prodotti petroliferi anche a giugno faccia segnare un calo attorno al 20% rispetto ai valori del 2019.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi sei mesi salirebbe quindi a circa 6 milioni di tonnellate, -21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9-10 milioni di tonnellate, circa il -16% rispetto al 2019.
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di maggio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 49,6%. In pratica sono state immatricolate meno di 100.000 vetture, a fronte delle quasi 200.000 dello scorso anno e non ci sono stati cambiamenti significativi nelle quote delle diverse alimentazioni.


PRIMI CINQUE MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 19 milioni di tonnellate, con un decremento del 21,1% (-5.069.000 tonnellate) rispetto ai primi cinque mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 9 milioni di tonnellate, con un decremento del 29,5% (-3.761.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-maggio 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 33,7%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 33,2%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 28,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 31,8%.
  • Nei primi cinque mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 50,4%. Quelle diesel hanno rappresentato il 34,5% del totale (era il 42,7% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle a benzina il 44,2 % (era il 43,5% nello stesso 2019).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,1 %, delle ibride dell’11,2%, a metano del 2,3% e delle elettriche dell’1,7%.

 DOWNLOAD 15.6.2020_ Comunicato FuelsEurope_Clean Fuels for All ;  Clean Fuels fo All_la road map al 2050

 

“Clean Fuels for All”

 La raffinazione europea svela il percorso verso la neutralità climatica al 2050

15 giugno 2020 – FuelsEurope ha presentato oggi il percorso che puo’ portare la raffinazione europea entro il 2050 ad essere neutrale dal punto di vista climatico grazie ai carburanti liquidi a basse emissioni di carbonio (LCLF). Il primo step al 2035 con una possibile riduzione pari a 100 milioni di tonnellate di CO2.

Il percorso presentato oggi mostra come, attraverso la collaborazione tra diversi settori industriali e un giusto quadro normativo, i carburanti liquidi a basse emissioni di carbonio (LCLF) prodotti dalla raffinazione europea possano contribuire a raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 nel settore dei trasporti.

Oggi ci diamo degli obiettivi ambiziosi per contribuire all’obiettivo della neutralità climatica al 2050 – ha affermato John Cooper, Direttore Generale di FuelsEurope – facendo leva sullo sviluppo e la produzione di carburanti liquidi a basse emissioni di carbonio (LCLF) da impiegare nelle diverse modalità di trasporto”.

“Il percorso tracciato è basato su una visione scientifica di ampia portata che riconosce l’emergenza climatica – ha aggiunto – e tiene conto degli impatti economici e sociali dovuti alla crisi legata al coronavirus. Consapevoli della necessità di ripartire in modo nuovo e con nuovi investimenti, crediamo che sia giunto il momento di avviare un serio confronto tra Istituzioni comunitarie, nazionali e operatori per disegnare insieme il quadro di riferimento necessario ad uno sviluppo su scala industriale di questo tipo di prodotti”.

I carburanti liquidi a basse emissioni di carbonio (LCLF) avranno un ruolo essenziale nella transizione energetica verso la neutralità climatica al 2050, in particolare in settori come il trasporto aereo, marittimo e di merci su strada, dove al momento non esistono alternative tecnologiche praticabili. Questo tipo di carburanti derivano da materie prime non petrolifere con zero o limitate emissioni nette di carbonio, sia durante in fase di produzione che di impiego. In attesa di uno sviluppo su larga scala, questi nuovi prodotti saranno miscelati con i carburanti di origine fossile per poi sostituirli progressivamente.

I nuovi carburanti a basse emissioni di carbonio – ha sottolineato John Cooper – insieme all’elettrificazione e allo sviluppo dell’idrogeno, saranno essenziali durante la transizione energetica al 2050 e oltre, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, offrire una scelta accessibile ai consumatori e promuovere la leadership industriale dell’Europa in questo settore. In questi ultimi tre anni abbiamo lavorato a stretto contatto con i Membri della nostra Associazione per disegnare questo percorso che pensiamo possa essere un punto di partenza per uno sviluppo industriale di tecnologie che presentano ampie potenzialità”.

“Stando agli scenari delineati dalla nostra divisione tecnico-scientifica Concawe – ha proseguito – i primi impianti industriali avviati saranno potenzialmente in grado di produrre fino a 30 milioni di Tep (Tonnellate petrolio equivalente) all’anno già entro il 2030, con un investimento stimato in 30-40 miliardi di euro. Entro il 2050 si potrebbe arrivare a 150 milioni di Tep all’anno, con un investimento complessivo stimato tra i 400 e i 650 miliardi di euro. Nello scenario più ambizioso, potrà essere raggiunta la neutralità climatica per i carburanti liquidi utilizzati nel trasporto stradale, ed una riduzione del 50% dell’intensità di carbonio nel traporto aereo e marittimo europeo, perfettamente in linea con la strategia UE Clean Planet for All”.

Grazie a questo percorso, per il trasporto stradale sarebbe possibile nel 2035 un taglio delle emissioni di CO2 pari a 100 milioni di tonnellate/anno senza necessità di infrastrutture aggiuntive e con i veicoli già oggi in circolazione.

Per stimolare lo sviluppo di soluzioni per la decarbonizzazione del trasporto aereo e marittimo, si puo’ partire dalla creazione di un mercato per i carburanti a basse emissioni nel trasporto su strada, dove la regolamentazione vigente puo’ essere prontamente adattata, e dove veicoli sempre più efficienti ridurranno i consumi consentendo ai consumatori di contenere la spesa per i nuovi carburanti.

FuelsEurope sta mettendo a punto una serie di proposte che saranno portate all’attenzione dei policy maker comunitari e nazionali e discusse con le filiere industriali coinvolte e i consumatori.

“Sappiamo che si tratta di un percorso ambizioso – ha concluso Cooper – che però riteniamo realizzabile se adottiamo un approccio basato sulla sinergia e la collaborazione. Questi nuovi prodotti richiedono ingenti investimenti e per un reale sviluppo su scala industriale servono le condizioni per attirare le risorse necessarie. Per questo chiediamo alle Istituzioni europee di avviare al più presto un dialogo ad alto livello con tutti gli stakeholder. L’industria della raffinazione è pronta a fare la sua parte e a guidare questo sviluppo”.

 

 

 

 

 DOWNLOAD 2020.05.14 Comunicato consumi petroliferi aprile 2020 

 

Roma, 14 maggio 2020


Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

APRILE 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 2,7 milioni di tonnellate, con un decremento pari al 44,5% (-2.146.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a poco meno di 1 milione di tonnellate, di cui 0,2 milioni di benzina e 0,8 milioni di gasolio, con un decremento del 63,1% (-1.652.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 73,4% (-452.000 tonnellate) sostanzialmente analogo a quello della benzina venduta sulla rete pari al 73,3% rispetto ad aprile 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 59,9% (-1.200.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 67,5% rispetto ad aprile 2019.
  • Da segnalare la crescita solo per alcuni prodotti minori, con un peso molto basso sui consumi totali, quali il gasolio da riscaldamento (+ 31.000 tonnellate, + 66%), legata non tanto a fattori climatici (aprile 2020 più caldo dello 0,4% rispetto allo scorso anno), ma alla presenza forzata nelle abitazioni a causa del lockdown, e del gasolio agricolo (+74.000 tonnellate, +51%), segnale di una grande richiesta del comparto agroalimentare.

 

  • Per tutti gli altri prodotti segni pesantemente negativi, con il carburante per aerei che ha fatto segnare le riduzioni più rilevanti (-92,4% rispetto ad aprile 2019).

 

  • Variazioni peraltro in linea con le nostre previsioni, anticipate nel commento dei dati del mese di marzo, elaborate sulla base di un modello “dinamico” per settori che tiene conto delle possibili evoluzioni delle misure di contenimento.

 

  • Quanto alle prime stime per il mese di maggio, si prevede una leggera ripresa per benzina e gasolio per il trasporto passeggeri con cali che, pur rimanendo rilevanti, mostreranno un recupero rispetto a quelli registrati in aprile.

 

  • L’ingresso nella Fase 2 ha infatti avviato una ripresa anche se parziale delle attività economiche e quindi un ritorno alla mobilità delle persone per raggiungere i luoghi di lavoro. I fine settimana della prima parte di maggio segnalano ancora dei fortissimi cali nei consumi di carburante, a testimonianza della persistenza almeno fino al 18 maggio di vincoli per il libero movimento nei weekend.

 

  • Quanto al carboturbo, si stima che anche a maggio la diminuzione sarà ancora superiore al 90%. Ad essere meno colpito è il trasporto navale che dopo il meno 23% di aprile, in maggio si prevede possa registrare un meno 16% per la frenata del commercio estero, conseguente alle forti limitazioni negli scambi internazionali, nonché al perdurare delle minori attività della crocieristica.

 

  • Complessivamente a maggio i consumi petroliferi dovrebbero ridursi del 35%, portando il calo di questi primi cinque mesi a circa 5,4 milioni di tonnellate, cioè un meno 22% rispetto allo scorso anno.

 

  • In ultimo si ricorda che nel mese di aprile le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 97,5%. In pratica sono state immatricolate meno di 4.300 vetture, a fronte delle circa 175.000 dello scorso anno e dunque non ci sono stati cambiamenti significativi nelle quote delle diverse alimentazioni.

 

PRIMO QUADRIMESTRE 2020

o   I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 15,4 milioni di tonnellate, con un decremento del 18,9% (-3.585.000 tonnellate) rispetto al primo quadrimestre del 2019.

  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 7,3 milioni di tonnellate, con un decremento del 27,6% (-2.784.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-aprile 2019:
    • la benzina totale ha mostrato un decremento del 31,9%;
    • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 31,2%;
    • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 26,3%
      e il gasolio venduto sulla rete un decremento del 29,8%.
  • Nei primi quattro mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 50,7%. Quelle diesel hanno rappresentato il 34,2% del totale (era il 43% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle a benzina il 44,9 % (era il 43,4% nel primo quadrimestre 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6%, delle ibride del 10,8%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,7%.

 DOWNLOAD 28.4.2020_FINANZA SOSTENIBILE_UP_SU CONSULTAZIONE UE

FINANZA SOSTENIBILE: CONTRIBUTO UNIONE PETROLIFERA A “INCEPTION IMPACT ASSESSMENT”

NESSUNA POTENZIALE TECNOLOGIA LOW CARBON VENGA DISCRIMINATA

Roma, 28 aprile 2020

 Unione Petrolifera ha Inviato alla Commissione europea il proprio contributo nell’ambito del processo di consultazione sulla proposta di regolamento sulla finanza sostenibile (tassonomia) che si è chiuso ieri.

In particolare, è stato ribadito come nell’ambito del processo di evoluzione verso un’economia decarbonizzata al 2050, le aziende associate all’Unione Petrolifera stiano sviluppando soluzioni molto efficaci per la mitigazione dei cambiamenti climatici quali, ad esempio, i biocarburanti o i combustibili liquidi a basse o nulle emissioni di carbonio (e-fuels), che giocheranno un ruolo essenziale per molti comparti dei trasporti (aereo, navale, stradale) e in altri settori (petrolchimica), come del resto illustrato dalla Vision 2050.

Si tratta di tecnologie che richiederanno ingenti investimenti, sia nel campo della ricerca che per la loro industrializzazione e pertanto è fondamentale che l’evoluzione dei lavori in ambito comunitario sulla regolamentazione della “tassonomia”, dopo l’accordo politico raggiunto a livello UE lo scorso dicembre, porti a non discriminare tecnologie in grado di fornire un contributo efficace ed importante al processo di decarbonizzazione intrapreso, escludendo, di fatto, una filiera la cui strategicità ed affidabilità è emersa chiaramente in questo periodo emergenziale.

A tal fine, è essenziale che la “tassonomia” e i suoi specifici criteri di screening tecnico si basino su un approccio inclusivo nei confronti delle diverse tecnologie, nonché neutrale sotto il profilo tecnologico per attivare investimenti in innovazione e infrastrutture low carbon (come ad esempio CCS, CCU, idrogeno rinnovabile da impiegare nella produzione di e-fuel): un concetto come “effetto lock-in”, non essendo coerente con la neutralità tecnologica, andrebbe rimosso dai criteri di screening tecnico.

Condivisibile l’introduzione della nuova categoria “attività di transizione” che si ritiene possa contribuire in modo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici considerato il loro enorme potenziale nella trasformazione delle industrie e dei processi ad alta intensità di carbonio. Una categoria che si ritiene opportuno includere negli atti delegati in preparazione.

Altro aspetto di assoluto rilievo è quello dei valori soglia. A tale proposito, Unione Petrolifera ritiene che la soglia unica proposta dal TEG non sia appropriata per le attività transitorie e che sia più opportuno stabilire una metodologia di soglie specifiche per le diverse attività.

Un ultimo aspetto riguarda il coinvolgimento degli operatori che saranno chiamati ad investire su queste tecnologie. Molte delle criticità segnalate sono infatti la conseguenza di uno scarsissimo coinvolgimento delle parti industriali interessate nelle discussioni comunitarie e di un processo di consultazione estremamente breve, mentre sarebbe indispensabile attivare un costante confronto con i diversi settori industriali.

Unione Petrolifera ritiene infine che la futura “Piattaforma” sul finanziamento sostenibile dovrebbe avere una rappresentanza ampia e completa, che includa rappresentanti dell’industria e dell’economia reale (ad es. Industria manifatturiera, energia, trasporti), per garantire che tutte le competenze pertinenti siano disponibili per contribuire allo sviluppo della “tassonomia”, preservando l’autonomia di giudizio degli investitori. Solo un’ampia coalizione tra gli esperti del settore e le istituzioni finanziarie sarà in grado di creare le condizioni ideali di ricerca verso soluzioni efficaci e praticabili.