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Autore: Marco D'Aloisi

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ANDAMENTO CONSUMI PETROLIFERI GENNAIO-AGOSTO 2019

 DOWNLOAD 2019.09.18 Comunicato UP consumi petroliferi agosto 2019

Roma, 18 settembre 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI AGOSTO 2019                                              

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,1 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,9% (-45.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in meno, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un decremento del 2,9% (-77.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un calo dello 0,7% (-5.000 tonnellate) rispetto ad agosto 2018, mentre la benzina venduta sulla rete una crescita dello 0,3%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 3,6% (-72.000 tonnellate) rispetto ad agosto 2018, mentre il gasolio venduto sulla rete dell’1,3%.

Tra i prodotti con un segno positivo da segnalare il carboturbo e i bunkers, mentre dopo molti mesi, il bitume mostra un primo segno negativo.

Si ricorda che nel mese di agosto le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 2,9%. In particolare, quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 37,9% del totale (era il 55,8% ad agosto 2018), mentre quelle a benzina il 44% (era il 29,3% ad agosto 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato al 10,1%, quello delle ibride del 4,9%, quello del metano del 2,5% e quello delle elettriche dello 0,6%.

 

            PRIMI OTTO MESI 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 39,9 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,2% (-496.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 20,9 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,7% (-144.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • In particolare, rispetto allo stesso periodo 2018:
  • la benzina totale è risultata in calo dello 0,6%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un decremento dello 0,3%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una diminuzione dello 0,7% mentre il gasolio venduto sulla rete un incremento dello 0,2%.

Si ricorda che nei primi otto mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3%. Quelle diesel hanno rappresentato il 41,6% del totale (era il 53,5% nei primi otto mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,6% (10 punti percentuali in più rispetto ad agosto 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 7,2%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,7% e quello delle elettriche dello 0,5%.

Nota UP sui possibili scenari dopo gli attacchi all’Arabia Saudita

 DOWNLOAD 2019.09.16 Nota UP su scenari post attacchi Arabia Saudita

16 settembre 2019 – Con gli attacchi all’Arabia Saudita è venuto meno il 5-6% della produzione mondiale di greggio. Uno degli ammanchi maggiori della storia, equiparabile solo a quello registrato nel 1973-74 in occasione della guerra del Kippur, a seguito della rivoluzione iraniana nel 1978-’79 e della guerra Iraq-Iran nel 1980-81(vedi tabella), quando i prezzi nel giro di poco tempo praticamente raddoppiarono.

Fortunatamente, rispetto ad allora la produzione oggi non è più esclusivamente concentrata nell’area Opec, ma risulta molto più distribuita a livello geografico. Attualmente gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale con oltre 17,4 milioni b/g, seguiti dalla Russia con 11,6 milioni b/g. Paesi che insieme coprono circa il 30% dell’offerta mondiale. Questo il motivo per cui i prezzi, almeno per il momento, hanno mostrato delle variazioni importanti restando comunque al di sotto dei picchi raggiunti negli ultimi due anni.

Segno che i mercati per ora appaiono regolarmente approvvigionati. Tuttavia la situazione rimane delicata perché bisognerà capire in quanto tempo l’Arabia Saudita tornerà realmente a pieno regime sul mercato (per ora ha dichiarato che 1,7 milioni b/g dovrebbero essere ripristinati nell’arco di pochi giorni).

Fino a quel momento l’equilibrio del sistema è collegato alla possibilità degli altri Paesi produttori di aumentare la propria offerta. Sulla carta dovrebbero essere disponibili, in ambito Opec e al netto dell’Arabia Saudita, circa 940.000 b/g di “spare capacity” (per “spare capacity” si intende l’offerta aggiuntiva resa disponibile entro 90 giorni).

Quali altri Paesi potrebbero colmare nell’immediato il restante gap?

Gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno registrato un forte incremento della produzione (2,5 milioni b/g in più nel 2018 e 1,7 milioni b/g già stimati per il 2019), difficilmente potranno aumentarla ulteriormente in modo significativo. Anche la Russia probabilmente non potrà aggiungere molto più di quanto ha tagliato nell’ambito dell’accordo “Opec Plus”, cioè 200-300.000 b/g.

A fare la vera differenza potrebbe essere l’Iran che è il Paese con la più ampia capacità produttiva inutilizzata, stimata intorno a 1,7 milioni b/g. Sull’Iran ad oggi però pesano le sanzioni sia americane che europee.

Resta infine la carta del ricorso alle “scorte strategiche” che si potranno utilizzare solo nel caso in cui l’Arabia Saudita invocasse la “forza maggiore” e fossero seriamente messi a rischio gli approvvigionamenti.

Quindi il sistema ha in sé le risorse per contenere gli effetti più negativi di questa situazione di emergenza nel breve termine. È evidente però che se si dovesse protrarre troppo a lungo nel tempo, ne risentirebbe la tenuta dell’offerta e quindi l’effetto sui prezzi diverrebbe molto più significativo.

Major oil supply disruptions since 1970

 

Finanza sostenibile: le criticità della proposta UE

 DOWNLOAD  2019.09.13 Comunicato UP su Action plan UE finanza sostenibile

 Roma, 13 settembre 2019 – Lo scorso 18 giugno il Technical Expert Group (TEG) istituito a livello europeo nell’ambito dei lavori relativi all’Action Plan sulla finanza sostenibile (Tassonomia), ha diffuso un primo rapporto tecnico per stabilire un sistema di classificazione delle attività da ritenere sostenibili ai fini dell’accesso al credito per gli investimenti, su cui ha chiesto a tutti gli stakeholders interessati di fornire il proprio contributo in una consultazione pubblica on-line chiusasi oggi.

L’obiettivo della Commissione è quello di presentare documento finale entro la fine del 2019.

Come già fatto con il precedente rapporto intermedio sui benchmark, Unione Petrolifera ha inviato le proprie osservazioni, sottolineando l’importanza di non escludere dai finanziamenti alcun settore ed evidenziando altresì come l’industria della raffinazione abbia l’esperienza e il background tecnico per modificare consistentemente il proprio modello di business e sviluppare tutte quelle tecnologie “carbon neutral”, contribuendo da protagonista al raggiungimento degli obiettivi ambientali in modo equo e sostenibile.

Una trasformazione che richiederà forti investimenti nel settore, che potranno essere resi possibili solo con una regolamentazione certa, coerente e non discriminatoria che sostenga tutte le tecnologie in grado di migliorare l’efficienza energetica e di ridurre le emissioni climalteranti a costi sostenibili.

I principali punti critici del documento elaborato dal TEG su cui abbiamo espresso e nostre osservazioni sono i seguenti:

  1. il riferimento allo schema ETS come benchmark, nonché l’accesso ai finanziamenti per il solo 10% dei siti industriali più efficienti, che escluderebbero dalla tassonomia il 90% della raffinazione in grado invece di realizzare efficaci interventi di decarbonizzazione. È stato pertanto richiesto di non adottare il benchmark ETS, ma di valutare caso per caso i singoli investimenti attuabili nel sistema di raffinazione.
  2. il benchmark per il trasporto stradale viene basato unicamente sulle emissioni allo scarico dei veicoli (tank to wheel): tale criterio potrebbe addirittura avere effetti controproducenti in termini di emissioni di CO2, mentre più opportuno ed efficace sarebbe riferirsi ad un approccio well-to-wheel” o, meglio ancora, ad uno basato sul Life Cycle Assessment (LCA) per tener conto anche delle emissioni e del consumo energetico connessi alla produzione e allo smaltimento dei veicoli a fine vita.
  3. i criteri previsti per i biocaburanti destinati a sostituire i combustibili fossili: nella formulazione attuale tali criteri ridurrebbero in modo insostenibile la disponibilità di materie prime per la produzione dei biofuel necessari, a breve e medio termine, al settore dei trasporti stradali e, a lungo termine, ai settori aviazione e marina. La richiesta è stata di fare riferimento alle materie prime previste dalla “Direttiva RED II”, frutto di una approfondita analisi di fattibilità, almeno fino al 2030.

Roma, 22 agosto 2019


Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI LUGLIO 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,6 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,3% (+75.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a poco più di 2,9 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2,2 milioni di gasolio, con un incremento dell’1,9% (+55.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato una crescita del 2,4% (+16.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 2,8% rispetto a luglio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dell’1,8% (+39.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dell’1,7% rispetto a luglio 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo da segnalare il gasolio per uso agricolo, i bunkers, i lubrificanti e, come accade oramai da molti mesi, il bitume.

Si ricorda che nel mese di luglio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo dello 0,1%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 37% del totale (era il 50,8% a luglio 2018), mentre quelle a benzina il 45% (era il 33,3 % a luglio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è salito al 9,1%, quello delle ibride del 5,7%, quello del metano del 2,6% e quello delle elettriche dello 0,6%.

 

PRIMI SETTE MESI 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 34,8 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,4% (-500.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 18,3 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,4% (-72.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale è risultata in calo dello 0,7%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un calo dello 0,6%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un calo dello 0,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete un incremento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi sette mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,1%. Quelle diesel hanno rappresentato il 41,9% del totale (era il 53,4% nei primi sette mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,6% (10 punti percentuali in più rispetto a luglio 2018)

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,9%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,7% e quello delle elettriche dello 0,5%.

 

 DOWNLOAD 2019.08.22 Comunicato UP Consumi Petroliferi Luglio 2019

 DOWNLOAD 2019.08.01 Comunicato UP su Finanza Sostenibile UE

Finanza sostenibile: UP partecipa alla consultazione pubblica

Roma, 1 agosto 2019 – Lo scorso 18 giugno il TEG – Technical Expert Group – della Commissione europea ha pubblicato il Rapporto tecnico sulla tassonomia “verde” che punta a porre le basi per una futura legislazione sulla finanza sostenibile e facilitare la transizione verso un’economia low-carbon.

Parallelamente è stato presentato un rapporto intermedio, “Feedback on the draft technical advice on minimum requirements for the EU climate-transition benchmarks and the EU Paris-aligned benchmarks and benchmarks’ ESG disclosures”, su cui la Commissione ha avviato una consultazione con l’invito a presentare osservazioni entro il 2 agosto.

Unione Petrolifera ha inviato oggi un suo contributo nel quale, in linea con la posizione espressa dall’industria petrolifera europea rappresentata da FuelsEurope, ha ribadito la necessità di basare la normativa sulla neutralità tecnologica adottando un approccio inclusivo verso tutte le diverse tecnologie in grado di dare un contributo positivo al processo di decarbonizzazione teso a mitigare i cambiamenti climatici.

A riguardo, è stato fatto presente come il settore della raffinazione abbia già avviato la propria evoluzione per ridurre sensibilmente il proprio carbon footprint, come dimostrato da molti progetti in corso che potranno essere sviluppati solo in presenza di un quadro normativo che non scoraggi tali investimenti.

I combustibili liquidi continueranno infatti a svolgere un ruolo importante nei diversi settori dei trasporti per decenni e dunque penalizzare l’evoluzione di tali combustibili verso tecnologie a basse o zero emissioni di carbonio, attraverso una trasformazione dell’attività delle raffinerie, metterebbe a rischio la sicurezza energetica dell’Europa.

Solo con un approccio finanziario basato sui principi di neutralità tecnologica, efficacia dei costi e libera concorrenza si potrà sbloccare il potenziale tecnologico di tutto il mondo produttivo, compreso quello petrolifero.

In sintesi, a nostro avviso è fondamentale che:

  • si adotti un approccio inclusivo verso le diverse tecnologie;
  • le classificazioni si basino sul potenziale di riduzione delle emissioni dei progetti di investimento e non su classi generiche, in modo da evitare a priori di giudicare determinate attività o interi settori come “non sostenibili”;
  • ogni progetto venga valutato su base individuale, considerando l’aderenza agli obiettivi generali del regolamento;
  • non si blocchino progetti promettenti, come ad esempio la CCS (Cattura e stoccaggio della CO2) che potrebbe dare un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

 DOWNLOAD  2019.07.18 – Comunicato UP su nuovo progetto “Punti vendita sicuri”;      2019.07.18 Progetto PV SICURI_Sintesi_


“Punti vendita sicuri” – Nuovo progetto Unione Petrolifera per la rete carburanti

Roma, 18 luglio 2019 – L’illegalità e i fenomeni criminali nel commercio dei prodotti petroliferi si combattono solo promuovendo una maggiore sinergia tra Operatori, Istituzioni e Forze dell’Ordine, avendo ben chiara la dimensione del problema.

In questo ambito si inserisce il nuovo progetto dell’Unione Petrolifera denominato Punti Vendita Sicuri che si pone l’obiettivo di individuare ulteriori strumenti e soluzioni che permettano di ridurre in modo significativo tali fenomeni, mettendo a disposizione delle Autorità competenti tutti i dati e le informazioni in nostro possesso e avendo ben presente la necessità di tutelare, non tanto le strutture, ma anche e soprattutto i gestori e la clientela.

Un progetto che si affianca al precedente “Zero contanti” del 2017, che ha già portato ad una riduzione di circa il 7% nell’uso del contante per l’acquisto di carburanti, rilanciato lo scorso aprile in virtù di un accordo di collaborazione con Bancomat S.p.A. che prevede nuove campagne informative ed iniziative congiunte di promozione dell’uso dei pagamenti elettronici.

La nuova iniziativa Punti Vendita Sicuri, frutto di un lungo lavoro di analisi e monitoraggio dei diversi fenomeni criminali che colpiscono la rete carburanti, dopo essere stata presentata a fine maggio al Ministero dell’Interno, verrà messa a disposizione delle Istituzioni territoriali.

Il nuovo progetto, oltre alle misure di contrasto all’illegalità messe in campo sinora, ne ha individuate tutta un’altra serie sia strutturali che comportamentali da promuovere, che poggiano su una sempre più stretta sinergia con il Ministero dell’Interno, le Prefetture e le Forze dell’Ordine, nonché sulla collaborazione di tutti gli attori della filiera e dei settori interessati.

Roma, 12 luglio 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI GIUGNO 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,1 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,4 (-73.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in meno, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 4,5% (-123.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un calo del 3,5% (-23.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 3,0% rispetto a giugno 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 4,8% (-100.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 4% rispetto a giugno 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo da segnalare ancora una volta il bitume e i gasoli per uso da riscaldamento ed agricolo.

Si ricorda che nel mese di giugno le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo del 2,1%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 41,6% del totale (era il 52,6% a giugno 2018), mentre quelle a benzina il 43,1% (era il 33,2 % a giugno 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,9%, quello delle ibride del 5,5%, quello del metano del 2,1% e quello delle elettriche dello 0,8%.

 

PRIMO SEMESTRE 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 29,2 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,9% (-550.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 15,4 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,8% (-127.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale è risultata in calo dell’1,5%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato anch’essa un calo dell’1,5%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un calo dello 0,6%, mentre il gasolio venduto sulla rete dello 0,2% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nel primo semestre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,5%. Quelle diesel hanno rappresentato il 42,6% del totale (era il 53,7% nei primi sei mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,4%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,6%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,6% e quello delle elettriche dello 0,4%.

 

 DOWNLOAD 2019.07.12 Comunicato UP consumi petroliferi giugno 2019;   2019.07.12 Nota di commento ai consumi petroliferi (primi sei mesi)