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Autore: Marco D'Aloisi

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 DOWNLOAD Comunicato consumi petroliferi febbraio 2020

Roma, 17 marzo 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

 

FEBBRAIO 2020

I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,6 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 3,7% (+166.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.

I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno di calendario in più ma a giorni lavorativi pari, sono risultati pari a 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento del 2% (+47.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 2,5% (+13.000 tonnellate) mentre la benzina venduta sulla rete del 3,9% rispetto a febbraio 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dell’1,9% (+34.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 2,4% rispetto a febbraio 2019.

Da segnalare la performance negativa dei prodotti ad uso riscaldamento (gasolio e gpl combustione) a causa di un febbraio più caldo (+1,2 gradi) rispetto allo scorso anno e, al contrario, una performance notevole dei lubrificanti con un incremento vicino al 20%. Da segnalare infine un nuovo lieve calo del carboturbo (-1,3%), il primo prodotto a risentire della crisi del “Covid 19” con una riduzione dei voli già iniziata a fine gennaio e intensificata nella seconda metà di febbraio.

Sui consumi degli altri prodotti, in particolare per quelli autotrazione, l’emergenza “Covid 19” non ha avuto un impatto significativo nel mese di febbraio, in quanto le prime misure restrittive, che interessavano peraltro un numero molto limitato di Comuni di piccole dimensioni, sono intervenute negli ultimi giorni del mese. Per contro, nel mese di marzo tale impatto, in base a prime stime, si rileva molto significativo date le progressive misure di prevenzione e contenimento susseguitesi nelle ultime settimane estese a tutto il territorio nazionale.

In ultimo si ricorda che nel mese di febbraio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dell’8,6%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 34,5% del totale (era il 45,2% a febbraio 2019), mentre quelle a benzina il 45,1% (era il 42,5% a febbraio 2019).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto ibride è cresciuto fino all’ 11%, quello delle auto a gpl è sceso al 5,6%, quello del metano al 2,2% e quello delle elettriche cresce all’1,6%.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020

I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 9,4 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,7% (+62.000 tonnellate) rispetto al primo bimestre 2019.

I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 4,9 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,8% (+38.000 tonnellate) rispetto al corrispondente periodo 2019.

In particolare, rispetto al periodo gennaio-febbraio 2019:

  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 2,9%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un incremento del 3,8%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una lieve crescita dello 0,2%
  • e il gasolio venduto sulla rete un incremento dello 0,8%.

Nei primi due mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una decrescita del 7,2%. Quelle diesel hanno rappresentato il 33,9% del totale (era il 43,2% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle a benzina il 45,9% (era il 43,8% nel primo bimestre 2019).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 5,9%, delle ibride del 10,6%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,3%.

 DOWNLOAD COMUNICATO INAIL-UP    DOWNLOAD Protocollo intesa INAIL 24.02.2020

 

Roma, 25 febbraio 2020 

Salute e sicurezza sul lavoro, sottoscritto un protocollo tra Inail e Unione Petrolifera 

Tra le finalità dell’accordo la sperimentazione di strumenti, procedure e sistemi per la gestione del rischio, la condivisione di conoscenze e metodologie in materia di prevenzione e la promozione di iniziative comuni di confronto e approfondimento, per fornire soluzioni integrate e di qualità alle aziende della filiera.

Inail e Unione Petrolifera, Associazione che rappresenta le principali imprese che operano in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi e dei biocarburanti, hanno sottoscritto oggi un Protocollo intesa INAIL-UP che punta a fornire risposte integrate e di qualità per il miglioramento continuo della salute e sicurezza sul lavoro delle aziende della filiera, attraverso attività di ricerca congiunte e la promozione di iniziative comuni di confronto e approfondimento.

“Per l’Inail l’avvio di questa collaborazione è particolarmente importante – spiega il presidente dell’Istituto, Franco Bettoni – perché riguarda il tema della sicurezza in un settore strategico del nostro Paese, i cui addetti operano in ambienti ad alto rischio. In questo contesto fare prevenzione in modo efficace richiede interventi mirati e un impegno costante sul fronte della formazione e dell’informazione, con il coinvolgimento diretto di parti sociali, imprese e lavoratori, che rappresenta un ingrediente indispensabile della strategia di contrasto agli infortuni e alle malattie professionali”.

“La filiera del downstream rappresenta un’eccellenza industriale del nostro Paese – aggiunge il Presidente di Unione Petrolifera, Claudio Spinaci – che opera secondo standard tra i migliori d’Europa, sia in termini di sicurezza che di innovazione tecnologica. L’impegno costante delle aziende e le elevate competenze professionali dei nostri addetti, hanno permesso di ottenere ottimi risultati nel campo della salute, sicurezza e ambiente (HSE), consolidati da molti anni come testimoniano gli indici di frequenza e di gravità degli infortuni pubblicati da INAIL. Il Protocollo sottoscritto oggi – conclude – testimonia la nostra volontà di rendere sempre più sicuri i nostri processi produttivi nell’ottica di un miglioramento continuo”.

Le iniziative congiunte previste dal Protocollo d’intesa, comprendono la sperimentazione, presso le imprese aderenti a Unione Petrolifera interessate, di procedure e strumenti già realizzati dall’Inail o dalle stesse Aziende associate, come i sistemi di monitoraggio dell’integrità delle attrezzature e delle condizioni del lavoratore che opera in ambienti di lavoro difficili, i sistemi di movimentazione assistita e le procedure per la gestione del rischio chimico.

  DOWNLOAD 2020.02.18 Comunicato consumi petroliferi gennaio 2020

 

Roma, 18 febbraio 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI GENNAIO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,8 milioni di tonnellate, con un decremento pari al 2,1% (-104.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in meno, sono risultati pari a 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un decremento dello 0,4% (-9.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 3,2% (+18.000 tonnellate) mentre la benzina venduta sulla rete del 3,6% rispetto a gennaio 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento dell’1,4% (-27.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dello 0,7% rispetto a gennaio 2019.

Da segnalare la performance molto negativa dei prodotti ad uso riscaldamento (gasolio e gpl combustione) a causa di un gennaio molto più caldo (+1,7 gradi) rispetto allo scorso anno e, al contrario, una performance notevole del bitume con un incremento superiore al 50%. Da segnalare infine un lieve calo del carboturbo
(-0,3%).

Si ricorda che nel mese di gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 5,6%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 33,2% del totale (era il 41,1% a gennaio 2019), mentre quelle a benzina il 46,7% (era il 45,2% a gennaio 2019).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto ibride è cresciuto fino al 10%, quello delle auto a gpl è sceso al 6,2%, quello del metano è salito al 2,6% e quello delle elettriche all’1,3%.

 DOWNLOAD 6.2.2020 Comunicato modifiche Statuto UP

 

CAMBIA LO STATUTO DI UNIONE PETROLIFERA PER RISPONDERE ALLA SFIDA DELLA DECARBONIZZAZIONE

Roma, 6 febbraio 2020 – Nell’Assemblea straordinaria dell’Unione Petrolifera, tenutasi oggi a Roma, sono state approvate alcune importanti modifiche allo Statuto, volte ad estendere l’ambito di rappresentanza dell’Associazione per adeguarlo all’evoluzione attesa dei processi produttivi e distributivi dei carburanti, in un’ottica di progressiva de-carbonizzazione della mobilità.

La Vision 2050, presentata da FuelsEurope nel 2019 e pienamente condivisa dalle Associate all’Unione Petrolifera, evidenzia infatti un percorso in cui l’attività “tradizionale” delle raffinerie sarà progressivamente affiancata con la produzione, non solo di bio-carburanti, ma anche di carburanti sintetici (c.d. e-fuel), nell’ottica di rendere disponibili prodotti sempre più low carbon.

L’importanza di tali prodotti è largamente riconosciuta anche dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) che prevede un loro progressivo sviluppo.

In tale quadro, si è ritenuto opportuno estendere l’ambito di rappresentanza a tali prodotti, sia per la parte di ricerca e sviluppo, che, in prospettiva, per la parte produzione, stoccaggio e distribuzione.

Parallelamente, il nuovo perimetro associativo interesserà anche la ricerca e l’esercizio dei sistemi di cattura, stoccaggio e/o utilizzo di CO2, legati alla produzione dei carburanti sintetici.

 DOWNLOAD 3.2.2020. Self per tutti_comunicato elenco pv aderenti  SelfPerTutti_Guida nazionale_aggiornamento19_02_20

ONLINE L’ELENCO DEI PUNTI VENDITA ADERENTI ALL’INIZIATIVA “SELF PER TUTTI”
Roma 3.2.2020

È disponibile sul nostro sito, l’elenco dei punti vendita aderenti all’iniziativa “Self per tutti”  in attuazione del Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 3 dicembre dalla Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione del midollo spinale (FAIP Onlus), da Unione Petrolifera, in rappresentanza dei titolari degli impianti di distribuzione carburanti ad essa aderenti, e dai gestori rappresentati dalle Associazioni di categoria FAIB Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

Nelle oltre 430 stazioni di servizio, delle nostre associate ENI, Q8 e Tamoil, che ad oggi hanno aderito all’iniziativa sia sulla viabilità stradale che autostradale, sarà fornita assistenza agli automobilisti disabili nel rifornimento di carburante anche presso le colonnine di distribuzione adibite al self-service, consentendo pari opportunità nell’usufruire delle condizioni previste per tale modalità di rifornimento.

Una comoda Guida, scaricabile o consultabile online, con gli impianti divisi per Regione, Provincia e Comune, a cui si può accedere con un semplice click, che sarà oggetto di periodici aggiornamenti in relazione all’ampliamento dell’iniziativa.

  DOWNLOAD 30.1.2020_Nota stampa_Italia_quale impatto da blocco export Libia

 

ITALIA: QUALI CONSEGUENZE DAL BLOCCO DELLE ESPORTAZIONI DALLA LIBIA

Nessun problema di approvvigionamento, scarso impatto sulla bolletta petrolifera,

aggravio di oneri per la raffinazione

HIGHLIGHT

Le importazioni di greggio dalla Libia pesano il 12% sul totale delle importazioni (nei primi 11 mesi 2019 poco meno di 7 milioni di tonnellate).

Tutte le principali raffinerie italiane importano e lavorano greggio libico (generalmente di alta qualità)

Esistono varie possibilità di sostituire i greggi libici con altri provenienti da diversi paesi: Africa (Algeria, Nigeria, Gabon, Angola), Mare del Nord, Azerbaijan.

La sostituzione del greggio libico con altre qualità comporta costi di approvvigionamento leggermente superiori, soprattutto per ciò che riguarda i costi di trasporto.

Una stima dei maggiori oneri per il sistema della raffinazione nazionale, su base annua, sarebbe dell’ordine di 60 milioni di euro.

Risulta poco rilevante l’impatto sulla bolletta petrolifera (stimato intorno allo 0,2%).

 

Roma, 30 gennaio 2020

 DOWNLOAD 2020.01.16 Comunicato UP consumi petroliferi dicembre 2019

 

ANDAMENTO CONSUMI PETROLIFERI DI DICEMBRE E DELL’ANNO 2019

Roma, 16 gennaio 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI DICEMBRE 2019                                            

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,5% (-23.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,0 milioni di gasolio, con un decremento dello 0,2% (-5.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato una crescita dell’1% (+6.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018, mentre la benzina venduta sulla rete un calo dello 0,8%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento dello 0,6% (-11.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2018, mentre il gasolio venduto sulla rete scende del 3,5%.

Tra i prodotti con un segno positivo sono da segnalare i lubrificanti (+6,2%) il carboturbo (+5%) e il bitume (+4%).

Nel mese di dicembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un incremento del 12,5%. In particolare, quelle a benzina sono arrivate al 49% (era il 41,8% a dicembre 2018), mentre quelle diesel hanno rappresentato il 34,3% del totale (era il 46% a dicembre 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,7%, delle ibride del 6,9%, a metano del 2,5% e delle elettriche dello 0,6%.

GENNAIO – DICEMBRE 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 60,4 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,9% (-552.000 tonnellate) rispetto al 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 31,1 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1% (-308.000 tonnellate) rispetto al 2018.
  • In particolare, rispetto al 2018:
  • la benzina totale ha mostrato un lievissimo incremento dello 0,1%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un incremento dello 0,2%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una diminuzione dell’1,3%
  • mentre il gasolio venduto sulla rete un decremento dello 0,8%.

Nell’intero anno 2019 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una crescita dello 0,3%. Quelle diesel hanno rappresentato il 39,8% del totale (era il 51,2% nel 2018), mentre quelle a benzina il 44,5% (era il 35,5% a dicembre 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 7,1%, delle ibride del 6%, a metano del 2% e delle elettriche dello 0,6%.

 

NOTA DI COMMENTO

Consumi petroliferi: un’analisi preliminare del 2019

L’economia italiana ha rilevato a fine anno segnali positivi, quali la ripartenza dell’occupazione in autunno, l’aumento della fiducia di consumatori e imprese e un lieve recupero della produzione industriale a novembre, ma con una espansione dei consumi debole in quanto la spesa che è stata frenata da un risparmio elevato. Tuttavia il contesto macroeconomico del 2019, secondo le stime più condivise, ha segnato una crescita di appena lo 0,2%, dato il persistere di una sostanziale stagnazione.

Le immatricolazioni di auto nuove (circa 1.916.000) hanno segnato un incremento solo dello 0,3%, restando più basse di circa il 3% rispetto al 2017 (anno di picco del decennio) e di oltre il 23% rispetto al 2007, quando le immatricolazioni sfiorarono i 2 milioni e mezzo: è stato quindi limitato il ricambio del parco che sarebbe uno degli strumenti principali di miglioramento della qualità dell’aria nelle città nel medio periodo.

In questo quadro, il consumo dei prodotti petroliferi secondo i dati preliminari è stato pari a circa 60,4 milioni di tonnellate, in flessione dello 0,9% rispetto al 2018: complessivamente sono state consumate 552 mila tonnellate in meno di prodotti petroliferi, principalmente per effetto del minore fabbisogno della carica petrolchimica (-12,4%).

I bitumi, nello stesso periodo, sostenuti dalla ripresa della manutenzione stradale, hanno confermato il trend di crescita (+183 mila tonnellate, +12,8%): i volumi, pari a oltre 1,6 milioni di tonnellate, sono comunque inferiori del 46% rispetto al picco del 2004, restando quindi ancora limitati anche rispetto al bisogno manutentivo delle strade.

Sono risultati in aumento il carboturbo, che ha mostrato un progresso del 4,3% (+202 mila tonnellate), i lubrificanti del 2,8% (+11 mila tonnellate) ed il Gpl dell’1,5% (+50 mila tonnellate).

Per quanto riguarda i due principali carburanti autotrazione (benzina e gasolio) si è assistito ad andamenti contrastanti: da un lato la benzina, che ha mostrato lievi segnali di recupero (+0,1%, in totale e +0,2% sulla rete), dall’altro il gasolio che perde volumi.

Il gasolio motori ha infatti subito una contrazione di 312 mila tonnellate (-1,3%), con valori annui negativi sia sulla rete (-0,8%) che sul canale extrarete (-2,1%), al netto dei ritorni.

Mentre la sostanziale stabilità della benzina risulta quale saldo dell’aumento delle immatricolazioni, da un lato, e dell’efficienza dei motori, dall’altro, sulla contrazione del gasolio hanno inciso non solo l’efficienza ma anche la debolezza della produzione industriale -per il gasolio pesante- e la perdita della leadership di mercato delle auto diesel, conquistata nel 2004, a favore della benzina. Nei 12 mesi le immatricolazioni auto diesel si sono attestate attorno ad una quota del 40%, contro oltre il 51% del 2018, a causa della penalizzazione, con blocchi del traffico, di questo tipo di alimentazione, disorientando gli automobilisti nelle loro scelte nonostante le nuove motorizzazioni euro 6 abbiano raggiunto emissioni prossime allo zero.

La debole dinamica del commercio mondiale, che è stato particolarmente penalizzato dalla guerra dei dazi fra Usa e Cina (+1,1% nel 2019, rispetto al 3,6% del 2018), e il conseguente rallentamento dell’economia mondiale, hanno determinato per l’industria petrolifera nazionale una frenata delle esportazioni (-6,0%) e il rallentamento dell’1,7% delle lavorazioni delle raffinerie. Tali risultati, rappresentano comunque un recupero rispetto agli andamenti decisamente più negativi del primo semestre.

DOWNLOAD 16.1.2020.Nota tecnica_L’impatto reale blocco diesel Euro 5 e 6

HIGHLIGHT

Nel Comune di Roma il peso delle emissioni di PM10 delle auto diesel euro 5 e 6 su quelle totali è irrilevante (nei mesi invernali 30 kg sui 20.000 kg totali ovvero lo 0,15%.

Secondo i dati ACI, nel Comune di Roma circolano oltre 300 mila auto diesel euro 5 e 6.

Considerando i limiti emissivi per i PM di tali auto (0,005 gr/km), con una percorrenza giornaliera media in “fascia verde” di 20 km, il loro peso nel periodo del blocco del traffico è dello 0,15% che si dimezza (0,075%) nel caso più verosimile di una percorrenza di 10 km. In termini assoluti, le oltre 300 mila auto diesel euro 5 e 6 nel percorrere 20 km possono produrre al massimo 30 kg di PM al giorno rispetto ai circa 20.000 kg totali emessi giornalmente nel Comune di Roma nel periodo invernale, in cui il riscaldamento ha un ruolo predominante.

È necessario bloccare oltre 300 mila auto per un contributo alla qualità dell’aria quasi nullo o esistono misure immediate più efficaci?

Interventi anche modesti sulla pulizia e manutenzione delle strade cittadine darebbero risultati di gran lunga superiori.

Oltre al disagio, tali misure creano incertezza nei consumatori, bloccando di fatto il ricambio del parco auto che è uno degli strumenti principali in grado di dare un contributo positivo al miglioramento della qualità dell’aria nel medio termine.

 

DOWNLOAD 14.1.2020.Comunicato stampa su blocco diesel euro 5-6 ; Allegato comunicato stampa blocco diesel_14.1.2020

Blocco auto diesel euro 5 e 6 a Roma: non giustificato da evidenze scientifiche e inutilmente penalizzante per i cittadini

 Roma, 14 gennaio 2020

La decisione del Comune di Roma di limitare la circolazione delle auto diesel euro 5 ed euro 6 appare una decisione del tutto ingiustificata da un punto di vista scientifico, senza alcun vantaggio ambientale e quindi inutilmente penalizzante per un’ampia fascia di cittadini.

Le motorizzazioni euro 5 e euro 6 presentano infatti emissioni di PM prossime allo zero, come dimostrano diversi studi, tra cui le recenti prove su strada effettuate secondo i nuovi cicli omologativi RDE (Real drive emission).

Il trend positivo dell’impatto del trasporto privato sul miglioramento della qualità dell’aria riscontrato negli ultimi anni potrà essere ulteriormente accelerato solo con una sostituzione più rapida delle auto e dei bus più vecchi ed inquinanti con modelli di ultima generazione.

La velocità è, a sua volta, funzione della sostenibilità economica e quindi sociale delle iniziative intraprese. Pertanto una politica realmente efficace per il miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani dovrebbe puntare su un approccio multidisciplinare e non sui blocchi dei modelli più efficienti che hanno scarsi effetti e risultano invece dannosi perché generano incertezza nei consumatori rallentando il ricambio del parco auto.

Le altre misure che le amministrazioni locali dovrebbero affiancare al ricambio del parco auto, riguardano interventi per la fluidificazione del traffico, il potenziamento e rinnovamento del trasporto pubblico locale (TPL), dell’intermodalità sfruttando appieno le possibilità offerte dai nuovi servizi come il car sharing, car pooling e bike sharing, e non ultima la manutenzione e lavaggio delle strade per la riduzione delle polveri, come sperimentato in altre città europee.

 

Cs: Allegati