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Comunicato di sintesi (21.6.2019)

SCENARI E PROSPETTIVE

A fine 2019 la Commissione Europea deve approvare i “Piani nazionali integrati energia e clima” (Pniec), che ogni Paese ha inviato a Bruxelles e che vincoleranno i singoli Stati nel percorso per raggiungere gli obiettivi decisi alla Cop21 di Parigi.

I piani avranno un impatto sull’Europa e sull’Italia, andando a condizionare il sistema industriale e la competitività europea e di ciascun Paese.

Se le scelte di Europa e singoli stati saranno troppo rigide (sia nella quantificazione degli obiettivi in rapporto ai tempi, sia nella preferenza di alcuni vettori energetici rispetto ad altri) si rischia di perdere competitività, di immettere sul mercato tecnologie non mature e di non raggiungere davvero gli obiettivi.

La sfida ai cambiamenti climatici può essere affrontata solo su scala globale. L’Unione europea da sola pesa oggi per il 10% sulle emissioni globali e scenderà al 5% nel 2040, quando invece la complessiva domanda di energia crescerà di circa il 30%: è evidente che livelli di emissioni ed efficienza energetica non cambieranno se non si procederà su scala mondiale – con particolare attenzione a quello che accade in Asia, Africa e Medio Oriente, dove la tutela dell’ambiente non può negare le aspettative di crescita del benessere.

C’è poi bisogno che dibattito e scelte del legislatore siano improntati a trasparenza, neutralità tecnologica, valutazione di merito e oggettiva dell’impatto di ciascuna tecnologia – calcolato sempre sull’intero ciclo di vita.

Un approccio scientifico evita che le scelte siano fatte sull’emotività dell’opinione o su preconcetti ideologici, come accaduto di recente per il diesel, criminalizzato anche se le ultime innovazioni lo descrivono – stando a rilevazioni terze – come una delle opzioni più pulite e sostenibili.

Come indicato nel “Manifesto dell’industria petrolifera”, condiviso con FuelsEurope, secondo UP non esiste una unica tecnologia che permette di traguardare gli obiettivi ambientali, ma occorre proseguire a investire in ricerca per sviluppare nuove tecnologie e nuovi prodotti. L’obiettivo finale è il 2050, mentre il 2030 rappresenta un passaggio intermedio, che va gestito come tale, senza forzature e accelerazioni unilaterali.

INNOVAZIONI DELLA FILIERA

La filiera petrolifera sta sperimentando nuovi prodotti low e free carbon: e-fuel, biocarburanti avanzati e nuovi processi gas to liquide e waste to liquids.

Tali innovazioni permetteranno di abbattere fino all’80-90% le emissioni di agenti climalteranti, garantendo la disponibilità di combustibili liquidi low carbon in grado di utilizzare le infrastrutture sia logistiche che distributive esistenti.

L’Italia sta dando il suo contributo con l’evoluzione di un sistema di raffinazione e una logistica di altissimo valore industriale, per confermare il primato storicamente riconosciuto nell’utilizzo del gas nei trasporti, dove sono stati avviati ambiziosi progetti di utilizzo dei biogas, nella produzione di biocarburanti e nell’economia circolare.

LE NOVITÀ PROMOSSE DA UNIONE PETROLIFERA

Unione Petrolifera, per accompagnare la transizione e lo sviluppo sostenibile e sicuro del settore, ha avviato una serie di progetti strategici.

Ha creato il Gruppo strategico “Carburanti ed energie alternative per la mobilità”: per studiare ed approfondire tutte le tecnologie disponibili per la produzione di energie per il trasporto di persone e merci, valutando il loro potenziale senza pregiudizi e delineando un percorso evolutivo che valorizzi al meglio le infrastrutture nazionali esistenti.

È impegnata per contrastare l’illegalità, con progetti a sostegno della digitalizzazione della filiera, per garantire logistica e distribuzione più efficienti e sicure.

Ha contribuito allo studio sviluppato da Confindustria Energia sull’adeguamento delle infrastrutture energetiche necessario a traguardare gli obiettivi ambientali.

Ha attivato percorsi di valorizzazione della logistica, chiamata in prospettiva a rendere disponibili biocarburanti, GNL, nuovi combustibili per le navi, fuel per gli aerei e e-fuel.

Si è impegnata per un dibattito più trasparente e basato su elementi scientifici, per contrastare gli estremismi di ogni parte, e oggi lancia la rivista trimestrale “Muoversi – Energie e tecnologie per il futuro”, disponibile sul sito UP dal 10 luglio.

Rinnovato il sito web per renderlo più fruibile e interattivo, con collegamenti diretti al canale Twitter UP (@UPetrolifera).

STUDIO I-COM: PNIEC, L’IMPOSTAZIONE ITALIANA E LE QUESTIONI APERTE

Lo studio analizza la Strategia europea e italiana delle bozze dei Piani nazionali Energia e Clima, che saranno approvati dalla Commissione europea entro fine anno.

Il piano italiano risulta essere molto ambizioso e sfidante, con dettagli analitici riguardo gli obiettivi da raggiungere, sia in termini di fonti che di settori. Tale scelta si allontana dal principio di neutralità tecnologica, che andrebbe invece salvaguardato, e limita fortemente la flessibilità realizzativa e l’adattamento all’effettivo progresso delle tecnologie.

Il piano inoltre non presenta un collegamento solido tra obiettivi e strumenti, né chiare indicazioni sull’origine delle risorse necessarie (stimate in circa € 1.200 miliardi), pur con un orizzonte temporale estremamente limitato (10 anni).

Altri paesi, come Francia e Germania, hanno preferito indicare obiettivi più generici, rimandando la definizione più puntuale a una fase successiva (si suppone in base ad elementi conoscitivi maggiori sui trend tecnologici e di mercato). Solo la Spagna presenta livelli superiori ai nostri.

Per quanto riguarda i trasporti, gli obiettivi italiani sono particolarmente ambiziosi, ma anche in questo caso non coerenti con le misure previste per raggiungerli. Gli obiettivi sono in particolare riferiti alle rinnovabili, la cui quota è previsto che salga al 21,6%, con una crescita dei biocarburanti e uno sviluppo notevolissimo dell’elettrico. Al contempo i trasporti dovranno contribuire in maniera significativa alla riduzione dei consumi finali di energia.

Questo implica: un imponente ricambio del parco veicolare (carburanti alternativi) e di fuel switch (con un contributo dei biocarburanti molto significativo) e un ambizioso piano di cambio modale (dal mezzo individuale al mezzo pubblico o collettivo).

Per quanto riguarda l’industria, le politiche energetico/climatiche dovranno convergere verso standard comuni, al fine di evitare la perdita di competitività delle produzioni più avanzate – competitività già indebolita dal fatto che l’Europa è anche l’unico contesto, tra i maggiori Paesi industrializzati, nel quale il costo dell’energia è aumentato anche per settore industriale.

In attesa dei rilievi della Commissione sui Piani presentati, auspicando un intervento di armonizzazione di approcci e contenuti, sarebbe quindi necessario che tutti gli attori coinvolti si interrogassero sulla costruzione di una roadmap credibile per il conseguimento dei target fissati, allineando in una ottica integrata obiettivi energetico/ambientali, di sviluppo e di competitività.

IN CONCLUSIONE

Le sfide di lungo termine si vincono garantendo la tenuta e lo sviluppo del sistema sociale e industriale, insieme alla tutela dell’ambiente.

L’Europa e l’Italia devono intraprendere percorsi sfidanti ma sostenibili, che non mortifichino la loro posizione competitiva.

Serve un quadro normativo e regolatorio chiaro e coerente, ispirato al principio di neutralità tecnologica, in modo da poter garantire a mondo produttivo e consumatori di poter accedere alla tecnologia più efficiente e sostenibile.

 DOWNLOAD Assemblea 2019_comunicato di sintesi (def)_

Roma, 19 giugno 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI MAGGIO 2019                                              

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con un decremento del 4 % (- 211.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 3,9% (-108.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 5,4% (-35.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 5,2% rispetto a maggio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 3,4% (-73.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dell’1,9% rispetto a maggio 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo il bitume, i lubrificanti e i combustibili da riscaldamento a causa di un mese molto più freddo rispetto a maggio 2018

Si ricorda che nel mese di maggio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo dell’1 %. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 41,8% del totale (era il 51,5% a maggio 2018), mentre quelle a benzina il 43,8% (era il 35,3 % a maggio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,5%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,9% e quello delle elettriche dello 0,6%.

PRIMI CINQUE MESI 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 24 milioni di tonnellate, con un decremento del 2 % (-495.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 12,7 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,3% (-38.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale è risultata in calo dell’1,3%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un calo dell’ 1,4%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia una assoluta invarianza e il gasolio venduto sulla rete una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi cinque mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,8%. Quelle diesel hanno rappresentato il 42,8% del totale (era il 53,9% nei primi cinque mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,5%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,6%, quello delle ibride del 5,3%, quello del metano dell’1,4% e quello delle elettriche dello 0,4%.

 DOWNLOAD  2019.06.19 Comunicato UP consumi petroliferi maggio 2019

Roma, 6 giugno 2019 – All’indirizzo https://www.unionepetrolifera.it/pubblicazioni/ è disponibile la nuova edizione del volume “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2019-2040”, curato dall’Ufficio Rilevazioni e Analisi dell’Unione Petrolifera.

L’edizione di quest’anno allunga l’orizzonte previsivo al 2040 per tenere conto non solo degli orientamenti al 2030 delineati nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), che dovrà essere reso definitivo entro il 2019, ma anche degli obiettivi di decarbonizzazione europei di più lungo termine.

Le analisi sono state sviluppate per valutare, alla luce di questi orientamenti, la possibile evoluzione del settore dei trasporti e il ruolo che i prodotti petroliferi potranno avere a quelle date, in coerenza con ipotesi di miglioramento dell’efficienza energetica, di ulteriore e notevole sviluppo delle energie rinnovabili e del potenziale avanzamento dei diversi settori.

Le indicazioni che emergono scontano però il verificarsi di tutta una serie di ipotesi che al momento non è possibile valutare più compiutamente. Tra queste, la diffusione su ampia scala, nel breve termine, di un numero consistente di vetture elettriche (BEV e PHEV) che presuppone avere costi e prestazioni equivalenti alle auto con motori a combustione interna, onde evitare la necessità di consistenti sostegni economici.

In tale quadro, la consistenza del parco auto nelle diverse alimentazioni è stata elaborata tenendo conto delle prospettive per le immatricolazioni attese dall’industria automobilistica, vincolata a traguardare nel 2021 i 95 g/km medi di CO2 emessa e successivamente 81 g/km nel 2025 e 59,4 g/km nel 2030.

Non sono invece stati invece presi in considerazione i possibili effetti di modifiche della tassazione fra i diversi carburanti, né le potenzialità offerte dallo sviluppo dei cosiddetti “e-fuel”, che implicano una diversa contabilizzazione delle emissioni non solo allo scarico ma anche in fase di produzione e che porteranno i motori a combustione interna ad essere totalmente decarbonizzati nel lungo termine.

Il perseguimento di tali obiettivi richiederà tuttavia un rilevante impegno in termini di investimenti e pertanto sarà essenziale un quadro normativo chiaro e certo per programmarli, in modo da valorizzare al meglio le infrastrutture e le filiere nazionali promuovendo la loro evoluzione.

In sintesi, i principali risultati possono essere riassunti come segue:

  • la domanda di energia primaria complessiva nel 2040 dovrebbe attestarsi a 149,5 Mtep, un volume quasi equivalente a quello della fine degli anni ‘70, con una notevole crescita delle rinnovabili che a quella data dovrebbero coprire circa il 31% della domanda totale, rispetto al 34% del gas naturale e a poco più del 30% del petrolio;
  •  le emissioni di CO2 al 2040 dovrebbero risultare più basse del 49% rispetto al 2005, mentre quelle derivanti dai prodotti petroliferi, grazie al contributo dei biocarburanti, saranno inferiori di oltre il 59% rispetto a quelle del 1990;
  •  la domanda petrolifera risentirà naturalmente del progressivo affermarsi di veicoli più efficienti e di forme di mobilità alternative, con un volume al 2040 intorno ai 47,6 MTonn, ossia 13,3 MTonn in meno rispetto al 2018;
  • nella domanda di trasporto il peso dei prodotti petroliferi passerà dal 92% attuale all’84% circa nel periodo 2030-2040;
  • consumi di raffineria sono previsti ridursi in conseguenza della tendenziale contrazione della domanda finale di prodotti, ma nel breve-medio termine si assesteranno per adeguare i prodotti alle nuove norme sui bunker;
  • nella composizione del barile raffinato il peso dei distillati medi, per effetto delle norme sui bunker che diverranno operative dal 1° gennaio 2020, è previsto in deciso incremento: dal 55% attuale arriverà al 60% nel 2020, per poi scendere al 58% nel 2040 per l’affermarsi di prodotti più leggeri;
  • il peso dei biocarburanti al 2030-2040 si stima rispettivamente all’1,7% e all’1,8% sulla domanda totale di energia, comprendendo il biometano e l’introduzione di biocarburanti di seconda generazione;
  • la domanda complessiva di gasoli, e in particolare quella di gasolio autotrazione, si assesterà sui volumi attuali fino al 2022, mentre nel lungo termine subirà una contrazione;
  • il parco auto nel 2030 si stima a 34,3 milioni di unità per scendere a 33 milioni nel 2040, rispetto ai circa 35 milioni attuali;
  • le vetture alimentate a gasolio nel 2030 si attesteranno intorno a 11,8 milioni di unità, più 350 mila ibride, e a 7,3 milioni nel 2040, più 800 mila ibride;
  • le vetture alimentate a benzina nel 2030 saranno intorno a 12,2 milioni di unità, più 1,9 milioni ibride, e a 7 milioni nel 2040, più 3,5 milioni ibride;
  • le vetture con alimentazione gpl al 2040 mostrano una leggera contrazione (dai 2,4 milioni attuali a 1,7 milioni), mentre quelle a metano un recupero (da 940 mila a 2,9 milioni);
  •  le auto elettriche pure, sostenute non tanto da salti tecnologici determinanti quanto piuttosto da iniziative a livello locale e da incentivi pubblici, dovrebbero passare dalle 10.000 unità attuali a 2,4 milioni nel 2040, mentre le plug-in benzina dalle 8.000 attuali a 7,4 milioni.

 DOWNLOAD 2019.06.06 Comunicato Previsioni 2019-2040; Previsioni domanda energetica e petrolifera 2019_2040

Pavia, 4 giugno 2019 Si è tenuto oggi, presso la Prefettura di Pavia, il quarto corso di aggiornamento professionale destinato alle Forze di Polizia, Vigili del fuoco e Comuni interessati, dedicato al tema degli attacchi agli oleodotti, un fenomeno che si è manifestato a partire dal 2016 su tutto il territorio nazionale e che ha richiesto un forte impegno di operatori e Istituzioni nell’individuare strumenti in grado di contrastarlo.

Il corso, dal titolo “Il fenomeno degli attacchi agli oleodotti: partenariato pubblico-privato per la prevenzione e il contrasto“, segue quelli tenuti nel corso del 2018 a Milano (16 maggio), Roma/Latina (14 settembre) e Mantova (15 novembre), ed è stato organizzato dalla Prefettura in collaborazione con Unione Petrolifera, con l’obiettivo di promuovere una costante condivisione delle informazioni tra gli operatori del settore e le Amministrazioni preposte al fine di ampliare la conoscenza di un fenomeno criminoso di notevole impatto sul territorio, soprattutto laddove è più alto il rischio di attacchi illegali alle condutture di idrocarburi.

“La giornata formativa odierna – ha dichiarato il Prefetto Silvana Tizzano – costituisce un’importante occasione di confronto e di acquisizione di conoscenze, particolarmente utili oggi a dare vita a percorsi che vedono i privati al fianco delle Istituzioni nel comune obiettivo di contrastare il fenomeno degli attacchi agli oleodotti. La condivisione delle azioni di prevenzione e di gestione delle diverse forme in cui si possono sostanziare comportamenti illegali esalta significativamente l’importanza e la validità del modello “sicurezza partecipata”.

“Per noi è motivo di grande soddisfazione poter condividere anche con la Prefettura di Pavia quanto già fatto con altre Prefetture – ha commentato il Presidente di Unione Petrolifera, Claudio Spinaci –  perché è importante non abbassare la guardia sui fenomeni di illegalità che, purtroppo, in questi ultimi anni hanno colpito il nostro settore. Abbiamo avuto la prova che operando in stretta sinergia con le Istituzioni si ottengono ottimi risultati e che la collaborazione e la condivisione delle informazioni sono un modello vincente. Oggi – ha concluso – possiamo dire che, grazie a questo lavoro, abbiamo ridotto drasticamente il numero degli attacchi. Ora bisogna continuare a lavorare con impegno per evitare che il fenomeno cresca di nuovo, migliorando ulteriormente la nostra capacità di contrasto e unendo tutte le competenze e risorse disponibili”.

 DOWNLOAD Comunicato congiunto UP-Prefettura Pavia su 4° corso aggiornamento attacchi oleodotti

 

 DOWNLOAD Programma della giornata

Roma, 21 maggio 2019

 

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI APRILE 2019                                               

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,8 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,3% (+60.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento del 4,1% (+102.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un aumento del 2,7% (+16.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 2,2% rispetto ad aprile 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento del 4,5% (+86.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 5,5% rispetto ad aprile 2018.

Si ricorda che nel mese di aprile le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una crescita dell’1,5%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 40,4% del totale (era il 52,7% ad aprile 2018), mentre quelle a benzina il 45% (era il 34,3 % ad aprile 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,9%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,7% e quello delle elettriche dello 0,6%.

 PRIMO QUADRIMESTRE 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 19,1 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,9% (-182.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 10,0 milioni di tonnellate, con un incremento dello 0,8% (+78.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale è risultata invariata
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un calo dello 0,1%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia una crescita dell’ 1,0% (+77.000 tonnellate) e il gasolio venduto sulla rete dello 0,9% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi quattro mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 4,6%. Quelle diesel hanno rappresentato il 43,0% del totale (era il 54,6% nel primo quadrimestre 2018), mentre quelle a benzina il 43,4%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,6%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,3% e quello delle elettriche dello 0,3%.

Nota di commento congiunturale

Anzitutto, si ricorda che, a partire dal gennaio 2019, la rilevazione dei consumi è effettuata con un campione del tutto analogo a quello in uso nel 2018 e dunque i confronti tra gli andamenti dei due periodi possono essere considerati omogenei.

Nello specifico, il mese di aprile 2019 ha presentato un giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno e, in particolare, si confronta con un aprile 2018 più positivo dal punto di vista del calendario considerati alcuni “ponti festivi” che hanno certamente favorito gli spostamenti.

Inoltre, aprile 2019 è stato un mese molto più freddo rispetto a un anno fa e ciò ha inciso positivamente sui consumi dei combustibili da riscaldamento.

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DOWNLOAD 2019.05.21 Comunicato UP consumi petroliferi aprile 2019

 

 

A #FORUMAutoMotive uno studio di Unione Petrolifera certifica il contributo dei veicoli diesel di ultima generazione nella lotta alle emissioni: in Italia, nei primi due mesi del 2019, con il calo delle vendite delle vetture a gasolio sono aumentate le emissioni di CO2

Il report di UP sfata demagogie e falsi pregiudizi sui veicoli diesel.
Per la riduzione della CO2 e il miglioramento della qualità dell’aria è indispensabile il passaggio verso auto più efficienti e il diesel è parte della soluzione e non la causa del problema 

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DOWNLOAD: 2019.03.18 Comunicato ForumAutomotive;   ForumAutomotive2019_CS_(17.3.2019_DEF)

 

Milano, 18 marzo 2019 – Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.

Sono queste le principali conclusioni dello studio di Unione Petrolifera “Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”, illustrato oggi a Milano nel corso dell’evento promosso da #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore promosso dal giornalista Pierluigi Bonora.

Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che  influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.

I diesel Euro 6 emettono il 95% in meno di NOx rispetto a un veicolo Euro 0

Eliminare le alimentazioni diesel serve a migliorare la qualità dell’aria? A questa domanda l’analisi fornisce una risposta duplice: sì, per quanto riguarda le vecchie alimentazioni; no, per quelle di nuova generazione. Queste ultime (diesel Euro 6D) sono in grado di rispettare ampiamente i sempre più stringenti limiti sugli NOx. I risultati di prove condotte a febbraio 2019 mostrano per alcuni modelli addirittura zero emissioni di NOx. Lo stesso si può dire per il particolato allo scarico i cui valori sono trascurabili e di molte volte inferiori a quelli non allo scarico (le cosiddette “emissioni non esauste”) che saranno prevalenti e valgono per tutte le alimentazioni. Oggi un’auto “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a una vettura “Euro 1”. L’evoluzione tecnologica dei motori diesel Euro 6 consente di ridurre le emissioni di PM2,5 a valori trascurabili. Un’auto Euro 6 produce 100 grammi di PM ogni circa 20.000 km, quanto un impianto a biomassa (pellet) di nuove generazione emette in solo 32 ore.

Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante dove un camion “Euro VI” ha emissioni 8 volte inferiori rispetto a un “Euro III”. Negli ultimi 25 anni si è registrata, in questo campo, una drastica riduzione delle emissioni inquinanti con un abbattimento del 95% per gli NOx e del 97% per i PM.

L’eliminazione delle alimentazioni diesel aiuta a ridurre le emissioni di CO2? 

La risposta fornita da UP è categorica: no. Grazie alla loro efficienza, i motori diesel presentano emissioni di CO2 più contenute di un motore a benzina. A testimonianza di questa efficienza, nei primi due mesi del 2019, a un calo della quota di auto diesel immatricolate (passate dal 55,8% al 43,2% del totale) è corrisposto un aumento della CO2 media (da 112,8 a 121,5 g/km) delle nuove auto immatricolate. L’utilizzo del diesel, che peraltro vede l’industria italiana da sempre all’avanguardia, è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030. Con il solo ricambio del parco auto con modelli più efficienti, senza escludere alcuna alimentazione, si otterrebbe infatti una riduzione della CO2 del 37%, oltre gli impegni assunti in sede europea.

Non esistono auto a zero emissioni 

Per misurare correttamente il reale impatto sull’ambiente, occorre valutare l’incidenza complessiva del binomio “veicolo-vettore energetico” considerando l’intero ciclo di vita (LCA). Su queste basi, si può affermare che non esistono auto a “zero emissioni”.

Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

Quali soluzioni per rispettare gli obiettivi di riduzione della CO2 nel lungo termine

Oggi abbiamo a disposizione soluzioni tecnologiche in grado di rispettare gli obiettivi di riduzione di CO2 nel breve-medio termine e si stanno già studiando e sviluppando combustibili liquidi innovativi per andare verso la decarbonizzazione al 2050. L’industria petrolifera sta investendo significativamente in ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di tagliare al 2050 dell’80-90% le emissioni climalteranti (GHG) rispetto al 2015.

Dalla nostra analisi, basata sui più recenti studi in materia”, evidenzia il Presidente di Unione Petrolifera Claudio Spinaci, “emerge con chiarezza, e al di là di ogni possibile strumentalizzazione, come il diesel sia un’alimentazione che può a ragione essere protagonista dell’evoluzione verso una mobilità sostenibile, considerato che sul lato inquinanti le soluzioni tecniche adottate riducono le emissioni a valori prossimi allo zero. Quanto alla CO2, tenendo conto dell’intero ciclo di vita, il diesel rimane la soluzione più efficace e sostenibile, sia economicamente che socialmente, per traguardare gli obiettivi al 2030. Le alimentazioni diesel sono quindi parte della soluzione e non la causa del problema”.

Ma allora, per quale ragione si continua a dare addosso ai motori diesel di ultima generazione?  Mi sa che a Roma, come a Bruxelles, chi decide sta affrontando il problema delle emissioni su testi datati e con riscontri oggettivi che non tengono conto dei dati forniti, per esempio in questa occasione. E non penso che il presidente Spinaci sia così sprovveduto da venire a raccontare delle fandonie. È giusto ascoltare tutte le campane e non solo quella di chi ha interesse a diffondere messaggi fuorvianti. Con questo non voglio dire che l’auto elettrica è uno specchio per le allodole. Ritengo però sacrosanto che non vengano imposte soluzioni per partito preso, che, oltre al nobile fine di pulire l’aria che respiriamo, puntano anche a ingrassare le casse delle tesorerie attraverso interventi che nuociono all’economia, all’occupazione, creando incertezza e apprensione tra i consumatori, l’anello finale della catena”, evidenzia Pierluigi Bonora, giornalistaPromotore di #FORUMAutoMotive.

Per info:  #FORUMAutoMotive – Marco Catino – 329-3052068;  Unione Petrolifera – Marco D’Aloisi – 346 0049 658

Roma, 15 marzo 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI FEBBRAIO 2019                                            

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,6 milioni di tonnellate, con un decremento pari all’1,5% (-68.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a poco più di 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un lievissimo decremento dello 0,2% (-4.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un calo dello 0,6% (-3.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete dello 0,4% rispetto a febbraio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia una sostanziale invarianza (-0,1%) (-1.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete cresce dello 0,8% rispetto a febbraio 2018.

Si ricorda che nel mese di febbraio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 2,4%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 45,2% del totale (era il 56,1% a febbraio 2018), mentre quelle a benzina il 42,6% (era il 32,1% a febbraio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 5,7%, quello delle ibride del 5,3%, quello del metano dell’1,1% e quello delle elettriche dello 0,1%.

 PRIMO BIMESTRE 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 9,5 milioni di tonnellate, con un incremento pari allo 0,9% (+82.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 4,9 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,7% (+81.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato una crescita dello 0,9% (+10.000 tonnellate) con una crescita identica della benzina venduta sulla rete
  • il gasolio autotrazione evidenzia una crescita dell’1,9% (+71.000 tonnellate) mentre il gasolio venduto sulla rete cresce dell’1,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi due mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 4,8%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 43,2% del totale (era il 55,6% nel primo bimestre 2018), mentre quelle a benzina il 43,8%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,5%, quello delle ibride del 5,2%, quello del metano dell’1,1% e quello delle elettriche dello 0,2%.

Nota di commento

I dati relativi ai consumi petroliferi di febbraio 2019 confermano che la crescita registrata nel mese di gennaio è stata dettata perlopiù da fenomeni congiunturali, come il calendario e il meteo.

Il mese di febbraio di quest’anno invece ha presentato un calendario omogeneo con quello dello scorso anno, con gli stessi giorni lavorativi, mentre dal punto di vista climatico è stato caratterizzato da temperature superiori in media di circa 2°C rispetto al febbraio 2018 (quando ci furono copiose nevicate anche a Roma).

Ciò ha avuto naturalmente riflessi sui prodotti riscaldamento che hanno mostrato cali evidenti.

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DOWNLOAD 2019.03.15 Comunicato UP consumi petroliferi febbraio 2019

Roma, 21 febbraio 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI GENNAIO 2019                                             

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,8 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 3,2% (+150.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
    • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento del 3,5% (+85.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

 

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 2,4% (+13.000 tonnellate) mentre la benzina venduta sulla rete del 2,2% rispetto a gennaio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento del 3,9% (+72.000 tonnellate) mentre il gasolio venduto sulla rete del 2,1% rispetto a gennaio 2018.

 

  • Da segnalare la performance molto positiva dei prodotti ad uso riscaldamento (gasolio e gpl combustione) a causa di un Gennaio molto più freddo rispetto allo scorso anno.

Si ricorda che nel mese di gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 7,5%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 41% del totale (era il 55% a gennaio 2018), mentre quelle a benzina il 45,3% (era il 32,8% a gennaio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 7,3%, quello delle ibride del 5,2%, quello del metano dell’1,1% e quello delle elettriche dello 0,2%.

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DOWNLOAD 2019.02.21 Comunicato UP consumi petroliferi gennaio 2019