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Categoria: 2019

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Nota UP sui possibili scenari dopo gli attacchi all’Arabia Saudita

 DOWNLOAD 2019.09.16 Nota UP su scenari post attacchi Arabia Saudita

16 settembre 2019 – Con gli attacchi all’Arabia Saudita è venuto meno il 5-6% della produzione mondiale di greggio. Uno degli ammanchi maggiori della storia, equiparabile solo a quello registrato nel 1973-74 in occasione della guerra del Kippur, a seguito della rivoluzione iraniana nel 1978-’79 e della guerra Iraq-Iran nel 1980-81(vedi tabella), quando i prezzi nel giro di poco tempo praticamente raddoppiarono.

Fortunatamente, rispetto ad allora la produzione oggi non è più esclusivamente concentrata nell’area Opec, ma risulta molto più distribuita a livello geografico. Attualmente gli Stati Uniti sono il primo produttore mondiale con oltre 17,4 milioni b/g, seguiti dalla Russia con 11,6 milioni b/g. Paesi che insieme coprono circa il 30% dell’offerta mondiale. Questo il motivo per cui i prezzi, almeno per il momento, hanno mostrato delle variazioni importanti restando comunque al di sotto dei picchi raggiunti negli ultimi due anni.

Segno che i mercati per ora appaiono regolarmente approvvigionati. Tuttavia la situazione rimane delicata perché bisognerà capire in quanto tempo l’Arabia Saudita tornerà realmente a pieno regime sul mercato (per ora ha dichiarato che 1,7 milioni b/g dovrebbero essere ripristinati nell’arco di pochi giorni).

Fino a quel momento l’equilibrio del sistema è collegato alla possibilità degli altri Paesi produttori di aumentare la propria offerta. Sulla carta dovrebbero essere disponibili, in ambito Opec e al netto dell’Arabia Saudita, circa 940.000 b/g di “spare capacity” (per “spare capacity” si intende l’offerta aggiuntiva resa disponibile entro 90 giorni).

Quali altri Paesi potrebbero colmare nell’immediato il restante gap?

Gli Stati Uniti, che negli ultimi anni hanno registrato un forte incremento della produzione (2,5 milioni b/g in più nel 2018 e 1,7 milioni b/g già stimati per il 2019), difficilmente potranno aumentarla ulteriormente in modo significativo. Anche la Russia probabilmente non potrà aggiungere molto più di quanto ha tagliato nell’ambito dell’accordo “Opec Plus”, cioè 200-300.000 b/g.

A fare la vera differenza potrebbe essere l’Iran che è il Paese con la più ampia capacità produttiva inutilizzata, stimata intorno a 1,7 milioni b/g. Sull’Iran ad oggi però pesano le sanzioni sia americane che europee.

Resta infine la carta del ricorso alle “scorte strategiche” che si potranno utilizzare solo nel caso in cui l’Arabia Saudita invocasse la “forza maggiore” e fossero seriamente messi a rischio gli approvvigionamenti.

Quindi il sistema ha in sé le risorse per contenere gli effetti più negativi di questa situazione di emergenza nel breve termine. È evidente però che se si dovesse protrarre troppo a lungo nel tempo, ne risentirebbe la tenuta dell’offerta e quindi l’effetto sui prezzi diverrebbe molto più significativo.

Major oil supply disruptions since 1970

 

Finanza sostenibile: le criticità della proposta UE

 DOWNLOAD  2019.09.13 Comunicato UP su Action plan UE finanza sostenibile

 Roma, 13 settembre 2019 – Lo scorso 18 giugno il Technical Expert Group (TEG) istituito a livello europeo nell’ambito dei lavori relativi all’Action Plan sulla finanza sostenibile (Tassonomia), ha diffuso un primo rapporto tecnico per stabilire un sistema di classificazione delle attività da ritenere sostenibili ai fini dell’accesso al credito per gli investimenti, su cui ha chiesto a tutti gli stakeholders interessati di fornire il proprio contributo in una consultazione pubblica on-line chiusasi oggi.

L’obiettivo della Commissione è quello di presentare documento finale entro la fine del 2019.

Come già fatto con il precedente rapporto intermedio sui benchmark, Unione Petrolifera ha inviato le proprie osservazioni, sottolineando l’importanza di non escludere dai finanziamenti alcun settore ed evidenziando altresì come l’industria della raffinazione abbia l’esperienza e il background tecnico per modificare consistentemente il proprio modello di business e sviluppare tutte quelle tecnologie “carbon neutral”, contribuendo da protagonista al raggiungimento degli obiettivi ambientali in modo equo e sostenibile.

Una trasformazione che richiederà forti investimenti nel settore, che potranno essere resi possibili solo con una regolamentazione certa, coerente e non discriminatoria che sostenga tutte le tecnologie in grado di migliorare l’efficienza energetica e di ridurre le emissioni climalteranti a costi sostenibili.

I principali punti critici del documento elaborato dal TEG su cui abbiamo espresso e nostre osservazioni sono i seguenti:

  1. il riferimento allo schema ETS come benchmark, nonché l’accesso ai finanziamenti per il solo 10% dei siti industriali più efficienti, che escluderebbero dalla tassonomia il 90% della raffinazione in grado invece di realizzare efficaci interventi di decarbonizzazione. È stato pertanto richiesto di non adottare il benchmark ETS, ma di valutare caso per caso i singoli investimenti attuabili nel sistema di raffinazione.
  2. il benchmark per il trasporto stradale viene basato unicamente sulle emissioni allo scarico dei veicoli (tank to wheel): tale criterio potrebbe addirittura avere effetti controproducenti in termini di emissioni di CO2, mentre più opportuno ed efficace sarebbe riferirsi ad un approccio well-to-wheel” o, meglio ancora, ad uno basato sul Life Cycle Assessment (LCA) per tener conto anche delle emissioni e del consumo energetico connessi alla produzione e allo smaltimento dei veicoli a fine vita.
  3. i criteri previsti per i biocaburanti destinati a sostituire i combustibili fossili: nella formulazione attuale tali criteri ridurrebbero in modo insostenibile la disponibilità di materie prime per la produzione dei biofuel necessari, a breve e medio termine, al settore dei trasporti stradali e, a lungo termine, ai settori aviazione e marina. La richiesta è stata di fare riferimento alle materie prime previste dalla “Direttiva RED II”, frutto di una approfondita analisi di fattibilità, almeno fino al 2030.

Roma, 22 agosto 2019


Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI LUGLIO 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,6 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,3% (+75.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a poco più di 2,9 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2,2 milioni di gasolio, con un incremento dell’1,9% (+55.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato una crescita del 2,4% (+16.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 2,8% rispetto a luglio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dell’1,8% (+39.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dell’1,7% rispetto a luglio 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo da segnalare il gasolio per uso agricolo, i bunkers, i lubrificanti e, come accade oramai da molti mesi, il bitume.

Si ricorda che nel mese di luglio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo dello 0,1%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 37% del totale (era il 50,8% a luglio 2018), mentre quelle a benzina il 45% (era il 33,3 % a luglio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è salito al 9,1%, quello delle ibride del 5,7%, quello del metano del 2,6% e quello delle elettriche dello 0,6%.

 

PRIMI SETTE MESI 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 34,8 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,4% (-500.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 18,3 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,4% (-72.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale è risultata in calo dello 0,7%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un calo dello 0,6%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un calo dello 0,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete un incremento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi sette mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,1%. Quelle diesel hanno rappresentato il 41,9% del totale (era il 53,4% nei primi sette mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,6% (10 punti percentuali in più rispetto a luglio 2018)

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,9%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,7% e quello delle elettriche dello 0,5%.

 

 DOWNLOAD 2019.08.22 Comunicato UP Consumi Petroliferi Luglio 2019

 DOWNLOAD 2019.08.01 Comunicato UP su Finanza Sostenibile UE

Finanza sostenibile: UP partecipa alla consultazione pubblica

Roma, 1 agosto 2019 – Lo scorso 18 giugno il TEG – Technical Expert Group – della Commissione europea ha pubblicato il Rapporto tecnico sulla tassonomia “verde” che punta a porre le basi per una futura legislazione sulla finanza sostenibile e facilitare la transizione verso un’economia low-carbon.

Parallelamente è stato presentato un rapporto intermedio, “Feedback on the draft technical advice on minimum requirements for the EU climate-transition benchmarks and the EU Paris-aligned benchmarks and benchmarks’ ESG disclosures”, su cui la Commissione ha avviato una consultazione con l’invito a presentare osservazioni entro il 2 agosto.

Unione Petrolifera ha inviato oggi un suo contributo nel quale, in linea con la posizione espressa dall’industria petrolifera europea rappresentata da FuelsEurope, ha ribadito la necessità di basare la normativa sulla neutralità tecnologica adottando un approccio inclusivo verso tutte le diverse tecnologie in grado di dare un contributo positivo al processo di decarbonizzazione teso a mitigare i cambiamenti climatici.

A riguardo, è stato fatto presente come il settore della raffinazione abbia già avviato la propria evoluzione per ridurre sensibilmente il proprio carbon footprint, come dimostrato da molti progetti in corso che potranno essere sviluppati solo in presenza di un quadro normativo che non scoraggi tali investimenti.

I combustibili liquidi continueranno infatti a svolgere un ruolo importante nei diversi settori dei trasporti per decenni e dunque penalizzare l’evoluzione di tali combustibili verso tecnologie a basse o zero emissioni di carbonio, attraverso una trasformazione dell’attività delle raffinerie, metterebbe a rischio la sicurezza energetica dell’Europa.

Solo con un approccio finanziario basato sui principi di neutralità tecnologica, efficacia dei costi e libera concorrenza si potrà sbloccare il potenziale tecnologico di tutto il mondo produttivo, compreso quello petrolifero.

In sintesi, a nostro avviso è fondamentale che:

  • si adotti un approccio inclusivo verso le diverse tecnologie;
  • le classificazioni si basino sul potenziale di riduzione delle emissioni dei progetti di investimento e non su classi generiche, in modo da evitare a priori di giudicare determinate attività o interi settori come “non sostenibili”;
  • ogni progetto venga valutato su base individuale, considerando l’aderenza agli obiettivi generali del regolamento;
  • non si blocchino progetti promettenti, come ad esempio la CCS (Cattura e stoccaggio della CO2) che potrebbe dare un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici.

 DOWNLOAD  2019.07.18 – Comunicato UP su nuovo progetto “Punti vendita sicuri”;      2019.07.18 Progetto PV SICURI_Sintesi_


“Punti vendita sicuri” – Nuovo progetto Unione Petrolifera per la rete carburanti

Roma, 18 luglio 2019 – L’illegalità e i fenomeni criminali nel commercio dei prodotti petroliferi si combattono solo promuovendo una maggiore sinergia tra Operatori, Istituzioni e Forze dell’Ordine, avendo ben chiara la dimensione del problema.

In questo ambito si inserisce il nuovo progetto dell’Unione Petrolifera denominato Punti Vendita Sicuri che si pone l’obiettivo di individuare ulteriori strumenti e soluzioni che permettano di ridurre in modo significativo tali fenomeni, mettendo a disposizione delle Autorità competenti tutti i dati e le informazioni in nostro possesso e avendo ben presente la necessità di tutelare, non tanto le strutture, ma anche e soprattutto i gestori e la clientela.

Un progetto che si affianca al precedente “Zero contanti” del 2017, che ha già portato ad una riduzione di circa il 7% nell’uso del contante per l’acquisto di carburanti, rilanciato lo scorso aprile in virtù di un accordo di collaborazione con Bancomat S.p.A. che prevede nuove campagne informative ed iniziative congiunte di promozione dell’uso dei pagamenti elettronici.

La nuova iniziativa Punti Vendita Sicuri, frutto di un lungo lavoro di analisi e monitoraggio dei diversi fenomeni criminali che colpiscono la rete carburanti, dopo essere stata presentata a fine maggio al Ministero dell’Interno, verrà messa a disposizione delle Istituzioni territoriali.

Il nuovo progetto, oltre alle misure di contrasto all’illegalità messe in campo sinora, ne ha individuate tutta un’altra serie sia strutturali che comportamentali da promuovere, che poggiano su una sempre più stretta sinergia con il Ministero dell’Interno, le Prefetture e le Forze dell’Ordine, nonché sulla collaborazione di tutti gli attori della filiera e dei settori interessati.

Roma, 12 luglio 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI GIUGNO 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,1 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,4 (-73.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in meno, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 4,5% (-123.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale ha mostrato un calo del 3,5% (-23.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 3,0% rispetto a giugno 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 4,8% (-100.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 4% rispetto a giugno 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo da segnalare ancora una volta il bitume e i gasoli per uso da riscaldamento ed agricolo.

Si ricorda che nel mese di giugno le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo del 2,1%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 41,6% del totale (era il 52,6% a giugno 2018), mentre quelle a benzina il 43,1% (era il 33,2 % a giugno 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,9%, quello delle ibride del 5,5%, quello del metano del 2,1% e quello delle elettriche dello 0,8%.

 

PRIMO SEMESTRE 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 29,2 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,9% (-550.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 15,4 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,8% (-127.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:

  • la benzina totale è risultata in calo dell’1,5%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato anch’essa un calo dell’1,5%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un calo dello 0,6%, mentre il gasolio venduto sulla rete dello 0,2% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nel primo semestre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,5%. Quelle diesel hanno rappresentato il 42,6% del totale (era il 53,7% nei primi sei mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,4%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,6%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,6% e quello delle elettriche dello 0,4%.

 

 DOWNLOAD 2019.07.12 Comunicato UP consumi petroliferi giugno 2019;   2019.07.12 Nota di commento ai consumi petroliferi (primi sei mesi)

Roma, 26 giugno 2019 – Si è tenuto oggi presso la sede dell’Unione Petrolifera, il primo tavolo tecnico di confronto pubblico-privato dedicato al tema della sostenibilità delle bonifiche nei siti industriali e nella rete carburanti, organizzato in collaborazione con RemTech Expo, inserito nell’ambito del progetto “Riqualificazione ambientale” lanciato lo scorso anno da Unione Petrolifera.

Con il contributo di diversi stakeholders (imprese committenti, progettisti, operatori delle attività di bonifica, enti di controllo e amministrazioni) sono state individuate procedure e buone pratiche con soluzioni innovative e sostenibili, da raccogliere in una “Carta della sostenibilità” che verrà presentata in occasione della prossima edizione di RemTech Expo in programma dal 18 al 20 settembre a Ferrara.

La giornata è stata aperta dal Presidente Claudio Spinaci, il quale ha ricordato “l’impegno del settore sui temi ambientali e la necessità di mantenere una filiera industriale integra che garantisca il ripristino dei siti a fine vita per una maggiore tutela dell’ambiente”.

“L’attuale fase di evoluzione energetica, ha proseguito, impone il passaggio da una economia lineare a una economia circolare anche nelle bonifiche e nel recupero dei siti industriali”. “Il tavolo di confronto di oggi, ha concluso, va proprio in questa direzione perché si pone l’obiettivo di promuovere soluzioni innovative e sostenibili”.

Un concetto ribadito dal Gen. Giuseppe Vadalà, Commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive della procedura di infrazione UE, il quale ha sottolineato come “sia essenziale il coordinamento pubblico-privato per mettere a frutto idee e nuove tecnologie che poi devono essere applicate sui territori”. “Questi sono i punti di sistema da affrontare, ha concluso, per rendere più sicuri e veloci gli interventi anche da un punto tecnico, progettuale e amministrativo”.

Ha chiuso i lavori il Sottosegretario all’Ambiente, Salvatore Micillo, che ha ricordato come “il concetto di end-of-waste sia stato finalmente tradotto in un provvedimento legislativo che offre un quadro di regole certe chiesto da tempo da un settore che produce un giro di affari di 88 miliardi di euro e occupa 577mila persone”. “La sola garanzia per i territori che le bonifiche si facciano bene e presto, ha concluso, sono le procedure che devono essere trasparenti, un modo anche per combattere le eco-mafie”.

 DOWNLOAD 2019.06.26 Nota su tavolo tecnico UP

Comunicato di sintesi (21.6.2019)

SCENARI E PROSPETTIVE

A fine 2019 la Commissione Europea deve approvare i “Piani nazionali integrati energia e clima” (Pniec), che ogni Paese ha inviato a Bruxelles e che vincoleranno i singoli Stati nel percorso per raggiungere gli obiettivi decisi alla Cop21 di Parigi.

I piani avranno un impatto sull’Europa e sull’Italia, andando a condizionare il sistema industriale e la competitività europea e di ciascun Paese.

Se le scelte di Europa e singoli stati saranno troppo rigide (sia nella quantificazione degli obiettivi in rapporto ai tempi, sia nella preferenza di alcuni vettori energetici rispetto ad altri) si rischia di perdere competitività, di immettere sul mercato tecnologie non mature e di non raggiungere davvero gli obiettivi.

La sfida ai cambiamenti climatici può essere affrontata solo su scala globale. L’Unione europea da sola pesa oggi per il 10% sulle emissioni globali e scenderà al 5% nel 2040, quando invece la complessiva domanda di energia crescerà di circa il 30%: è evidente che livelli di emissioni ed efficienza energetica non cambieranno se non si procederà su scala mondiale – con particolare attenzione a quello che accade in Asia, Africa e Medio Oriente, dove la tutela dell’ambiente non può negare le aspettative di crescita del benessere.

C’è poi bisogno che dibattito e scelte del legislatore siano improntati a trasparenza, neutralità tecnologica, valutazione di merito e oggettiva dell’impatto di ciascuna tecnologia – calcolato sempre sull’intero ciclo di vita.

Un approccio scientifico evita che le scelte siano fatte sull’emotività dell’opinione o su preconcetti ideologici, come accaduto di recente per il diesel, criminalizzato anche se le ultime innovazioni lo descrivono – stando a rilevazioni terze – come una delle opzioni più pulite e sostenibili.

Come indicato nel “Manifesto dell’industria petrolifera”, condiviso con FuelsEurope, secondo UP non esiste una unica tecnologia che permette di traguardare gli obiettivi ambientali, ma occorre proseguire a investire in ricerca per sviluppare nuove tecnologie e nuovi prodotti. L’obiettivo finale è il 2050, mentre il 2030 rappresenta un passaggio intermedio, che va gestito come tale, senza forzature e accelerazioni unilaterali.

INNOVAZIONI DELLA FILIERA

La filiera petrolifera sta sperimentando nuovi prodotti low e free carbon: e-fuel, biocarburanti avanzati e nuovi processi gas to liquide e waste to liquids.

Tali innovazioni permetteranno di abbattere fino all’80-90% le emissioni di agenti climalteranti, garantendo la disponibilità di combustibili liquidi low carbon in grado di utilizzare le infrastrutture sia logistiche che distributive esistenti.

L’Italia sta dando il suo contributo con l’evoluzione di un sistema di raffinazione e una logistica di altissimo valore industriale, per confermare il primato storicamente riconosciuto nell’utilizzo del gas nei trasporti, dove sono stati avviati ambiziosi progetti di utilizzo dei biogas, nella produzione di biocarburanti e nell’economia circolare.

LE NOVITÀ PROMOSSE DA UNIONE PETROLIFERA

Unione Petrolifera, per accompagnare la transizione e lo sviluppo sostenibile e sicuro del settore, ha avviato una serie di progetti strategici.

Ha creato il Gruppo strategico “Carburanti ed energie alternative per la mobilità”: per studiare ed approfondire tutte le tecnologie disponibili per la produzione di energie per il trasporto di persone e merci, valutando il loro potenziale senza pregiudizi e delineando un percorso evolutivo che valorizzi al meglio le infrastrutture nazionali esistenti.

È impegnata per contrastare l’illegalità, con progetti a sostegno della digitalizzazione della filiera, per garantire logistica e distribuzione più efficienti e sicure.

Ha contribuito allo studio sviluppato da Confindustria Energia sull’adeguamento delle infrastrutture energetiche necessario a traguardare gli obiettivi ambientali.

Ha attivato percorsi di valorizzazione della logistica, chiamata in prospettiva a rendere disponibili biocarburanti, GNL, nuovi combustibili per le navi, fuel per gli aerei e e-fuel.

Si è impegnata per un dibattito più trasparente e basato su elementi scientifici, per contrastare gli estremismi di ogni parte, e oggi lancia la rivista trimestrale “Muoversi – Energie e tecnologie per il futuro”, disponibile sul sito UP dal 10 luglio.

Rinnovato il sito web per renderlo più fruibile e interattivo, con collegamenti diretti al canale Twitter UP (@UPetrolifera).

STUDIO I-COM: PNIEC, L’IMPOSTAZIONE ITALIANA E LE QUESTIONI APERTE

Lo studio analizza la Strategia europea e italiana delle bozze dei Piani nazionali Energia e Clima, che saranno approvati dalla Commissione europea entro fine anno.

Il piano italiano risulta essere molto ambizioso e sfidante, con dettagli analitici riguardo gli obiettivi da raggiungere, sia in termini di fonti che di settori. Tale scelta si allontana dal principio di neutralità tecnologica, che andrebbe invece salvaguardato, e limita fortemente la flessibilità realizzativa e l’adattamento all’effettivo progresso delle tecnologie.

Il piano inoltre non presenta un collegamento solido tra obiettivi e strumenti, né chiare indicazioni sull’origine delle risorse necessarie (stimate in circa € 1.200 miliardi), pur con un orizzonte temporale estremamente limitato (10 anni).

Altri paesi, come Francia e Germania, hanno preferito indicare obiettivi più generici, rimandando la definizione più puntuale a una fase successiva (si suppone in base ad elementi conoscitivi maggiori sui trend tecnologici e di mercato). Solo la Spagna presenta livelli superiori ai nostri.

Per quanto riguarda i trasporti, gli obiettivi italiani sono particolarmente ambiziosi, ma anche in questo caso non coerenti con le misure previste per raggiungerli. Gli obiettivi sono in particolare riferiti alle rinnovabili, la cui quota è previsto che salga al 21,6%, con una crescita dei biocarburanti e uno sviluppo notevolissimo dell’elettrico. Al contempo i trasporti dovranno contribuire in maniera significativa alla riduzione dei consumi finali di energia.

Questo implica: un imponente ricambio del parco veicolare (carburanti alternativi) e di fuel switch (con un contributo dei biocarburanti molto significativo) e un ambizioso piano di cambio modale (dal mezzo individuale al mezzo pubblico o collettivo).

Per quanto riguarda l’industria, le politiche energetico/climatiche dovranno convergere verso standard comuni, al fine di evitare la perdita di competitività delle produzioni più avanzate – competitività già indebolita dal fatto che l’Europa è anche l’unico contesto, tra i maggiori Paesi industrializzati, nel quale il costo dell’energia è aumentato anche per settore industriale.

In attesa dei rilievi della Commissione sui Piani presentati, auspicando un intervento di armonizzazione di approcci e contenuti, sarebbe quindi necessario che tutti gli attori coinvolti si interrogassero sulla costruzione di una roadmap credibile per il conseguimento dei target fissati, allineando in una ottica integrata obiettivi energetico/ambientali, di sviluppo e di competitività.

IN CONCLUSIONE

Le sfide di lungo termine si vincono garantendo la tenuta e lo sviluppo del sistema sociale e industriale, insieme alla tutela dell’ambiente.

L’Europa e l’Italia devono intraprendere percorsi sfidanti ma sostenibili, che non mortifichino la loro posizione competitiva.

Serve un quadro normativo e regolatorio chiaro e coerente, ispirato al principio di neutralità tecnologica, in modo da poter garantire a mondo produttivo e consumatori di poter accedere alla tecnologia più efficiente e sostenibile.

 DOWNLOAD Assemblea 2019_comunicato di sintesi (def)_

Roma, 19 giugno 2019

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI MAGGIO 2019                                              

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con un decremento del 4 % (- 211.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 3,9% (-108.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 5,4% (-35.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete del 5,2% rispetto a maggio 2018;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 3,4% (-73.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dell’1,9% rispetto a maggio 2018.

Tra i prodotti con un segno positivo il bitume, i lubrificanti e i combustibili da riscaldamento a causa di un mese molto più freddo rispetto a maggio 2018

Si ricorda che nel mese di maggio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una calo dell’1 %. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 41,8% del totale (era il 51,5% a maggio 2018), mentre quelle a benzina il 43,8% (era il 35,3 % a maggio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,5%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,9% e quello delle elettriche dello 0,6%.

PRIMI CINQUE MESI 2019

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 24 milioni di tonnellate, con un decremento del 2 % (-495.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 12,7 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,3% (-38.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
  • In particolare:
  • la benzina totale è risultata in calo dell’1,3%
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato un calo dell’ 1,4%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia una assoluta invarianza e il gasolio venduto sulla rete una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi cinque mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 3,8%. Quelle diesel hanno rappresentato il 42,8% del totale (era il 53,9% nei primi cinque mesi 2018), mentre quelle a benzina il 43,5%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,6%, quello delle ibride del 5,3%, quello del metano dell’1,4% e quello delle elettriche dello 0,4%.

 DOWNLOAD  2019.06.19 Comunicato UP consumi petroliferi maggio 2019

Roma, 6 giugno 2019 – All’indirizzo https://www.unionepetrolifera.it/pubblicazioni/ è disponibile la nuova edizione del volume “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2019-2040”, curato dall’Ufficio Rilevazioni e Analisi dell’Unione Petrolifera.

L’edizione di quest’anno allunga l’orizzonte previsivo al 2040 per tenere conto non solo degli orientamenti al 2030 delineati nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), che dovrà essere reso definitivo entro il 2019, ma anche degli obiettivi di decarbonizzazione europei di più lungo termine.

Le analisi sono state sviluppate per valutare, alla luce di questi orientamenti, la possibile evoluzione del settore dei trasporti e il ruolo che i prodotti petroliferi potranno avere a quelle date, in coerenza con ipotesi di miglioramento dell’efficienza energetica, di ulteriore e notevole sviluppo delle energie rinnovabili e del potenziale avanzamento dei diversi settori.

Le indicazioni che emergono scontano però il verificarsi di tutta una serie di ipotesi che al momento non è possibile valutare più compiutamente. Tra queste, la diffusione su ampia scala, nel breve termine, di un numero consistente di vetture elettriche (BEV e PHEV) che presuppone avere costi e prestazioni equivalenti alle auto con motori a combustione interna, onde evitare la necessità di consistenti sostegni economici.

In tale quadro, la consistenza del parco auto nelle diverse alimentazioni è stata elaborata tenendo conto delle prospettive per le immatricolazioni attese dall’industria automobilistica, vincolata a traguardare nel 2021 i 95 g/km medi di CO2 emessa e successivamente 81 g/km nel 2025 e 59,4 g/km nel 2030.

Non sono invece stati invece presi in considerazione i possibili effetti di modifiche della tassazione fra i diversi carburanti, né le potenzialità offerte dallo sviluppo dei cosiddetti “e-fuel”, che implicano una diversa contabilizzazione delle emissioni non solo allo scarico ma anche in fase di produzione e che porteranno i motori a combustione interna ad essere totalmente decarbonizzati nel lungo termine.

Il perseguimento di tali obiettivi richiederà tuttavia un rilevante impegno in termini di investimenti e pertanto sarà essenziale un quadro normativo chiaro e certo per programmarli, in modo da valorizzare al meglio le infrastrutture e le filiere nazionali promuovendo la loro evoluzione.

In sintesi, i principali risultati possono essere riassunti come segue:

  • la domanda di energia primaria complessiva nel 2040 dovrebbe attestarsi a 149,5 Mtep, un volume quasi equivalente a quello della fine degli anni ‘70, con una notevole crescita delle rinnovabili che a quella data dovrebbero coprire circa il 31% della domanda totale, rispetto al 34% del gas naturale e a poco più del 30% del petrolio;
  •  le emissioni di CO2 al 2040 dovrebbero risultare più basse del 49% rispetto al 2005, mentre quelle derivanti dai prodotti petroliferi, grazie al contributo dei biocarburanti, saranno inferiori di oltre il 59% rispetto a quelle del 1990;
  •  la domanda petrolifera risentirà naturalmente del progressivo affermarsi di veicoli più efficienti e di forme di mobilità alternative, con un volume al 2040 intorno ai 47,6 MTonn, ossia 13,3 MTonn in meno rispetto al 2018;
  • nella domanda di trasporto il peso dei prodotti petroliferi passerà dal 92% attuale all’84% circa nel periodo 2030-2040;
  • consumi di raffineria sono previsti ridursi in conseguenza della tendenziale contrazione della domanda finale di prodotti, ma nel breve-medio termine si assesteranno per adeguare i prodotti alle nuove norme sui bunker;
  • nella composizione del barile raffinato il peso dei distillati medi, per effetto delle norme sui bunker che diverranno operative dal 1° gennaio 2020, è previsto in deciso incremento: dal 55% attuale arriverà al 60% nel 2020, per poi scendere al 58% nel 2040 per l’affermarsi di prodotti più leggeri;
  • il peso dei biocarburanti al 2030-2040 si stima rispettivamente all’1,7% e all’1,8% sulla domanda totale di energia, comprendendo il biometano e l’introduzione di biocarburanti di seconda generazione;
  • la domanda complessiva di gasoli, e in particolare quella di gasolio autotrazione, si assesterà sui volumi attuali fino al 2022, mentre nel lungo termine subirà una contrazione;
  • il parco auto nel 2030 si stima a 34,3 milioni di unità per scendere a 33 milioni nel 2040, rispetto ai circa 35 milioni attuali;
  • le vetture alimentate a gasolio nel 2030 si attesteranno intorno a 11,8 milioni di unità, più 350 mila ibride, e a 7,3 milioni nel 2040, più 800 mila ibride;
  • le vetture alimentate a benzina nel 2030 saranno intorno a 12,2 milioni di unità, più 1,9 milioni ibride, e a 7 milioni nel 2040, più 3,5 milioni ibride;
  • le vetture con alimentazione gpl al 2040 mostrano una leggera contrazione (dai 2,4 milioni attuali a 1,7 milioni), mentre quelle a metano un recupero (da 940 mila a 2,9 milioni);
  •  le auto elettriche pure, sostenute non tanto da salti tecnologici determinanti quanto piuttosto da iniziative a livello locale e da incentivi pubblici, dovrebbero passare dalle 10.000 unità attuali a 2,4 milioni nel 2040, mentre le plug-in benzina dalle 8.000 attuali a 7,4 milioni.

 DOWNLOAD 2019.06.06 Comunicato Previsioni 2019-2040; Previsioni domanda energetica e petrolifera 2019_2040