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Categoria: Comunicati Stampa

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Roma, 15 febbraio 2012 – I consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2012 sono ammontati a circa 5,4 milioni di tonnellate, con un calo del 5,9% (-334.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un lieve aumento, pari allo 0,3% (+2.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2011, mentre il gasolio autotrazione una flessione del 3,4% (-64.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di gennaio è così risultata pari a circa 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio autotrazione, con un decremento del 2,4% (-62.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.

Il Gpl autotrazione ha evidenziato un notevole aumento, pari al 14,9%, mentre i lubrificanti hanno presentato una diminuzione dell’8,6%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 16,9% con quelle diesel che hanno rappresentato il 55% del totale (era il 54,4% nel gennaio 2011).

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Comunicato Consumi gennaio 2012

Roma, 14 febbraio 2012 – L’ultima rilevazione del ministero dello Sviluppo economico al 13 febbraio indica un prezzo medio nazionale al consumo di circa 1,74 euro/litro per la benzina e di 1,69 per il gasolio, valori in aumento di circa un centesimo rispetto alla settimana precedente ed in linea con gli andamenti dei mercati internazionali.

Per la benzina, in particolare, va rilevato come nell’arco degli ultimi giorni le quotazioni internazionali nell’area del Mediterraneo (Platts Cif Med) siano aumentate di circa 2,4 centesimi euro/litro rispetto ad un aumento del prezzo industriale (al netto delle tasse) di 1,2 centesimi, pari alla metà.

Si fa notare altresì come il Brent, sempre in questi giorni, sia tornato molto vicino ai 120 dollari/barile, 9 dollari in più rispetto alla media del 2011 che ha rappresentato il valore annuo più alto mai registrato.

Tenendo conto dell’effetto cambio, tale valore corrisponde a circa 90 euro/barile, più o meno lo stesso dei picchi registrati nel 2008 per effetto della svalutazione dell’euro sul dollaro di circa il 20%.

Si tratta dunque di aumenti ampiamente giustificati dalle nuove condizioni di mercato che smentiscono qualsiasi ipotesi di “doppia velocità”.

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Comunicato su andamento prezzi

Roma, 23 gennaio 2012 – Sono circa 4.000 su un totale di 23.000, e non 500 come sostenuto da Faib e Fegica, gli impianti di distribuzione carburanti nei quali i gestori risultano essere anche proprietari di uno o più punti vendita, interessati dalla parziale eliminazione dell’esclusiva prevista dal decreto-legge sulle liberalizzazioni.

Si tratta di una stima basata sulle rilevazioni effettuate dalle Regioni.

Si ricorda altresì che, ad oggi, circa il 52% degli impianti sono di proprietà delle compagnie petrolifere, il 39% fa capo da retisti indipendenti (generalmente convenzionati) e circa il 9% sono pompe bianche.

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Comunicato UP su esclusiva e numero pv

Roma, 20 gennaio 2012 – I consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2011 sono ammontati a circa 6 milioni di tonnellate, con un calo del 7,4% (-485.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.

I prodotti autotrazione, con due giorni di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 9,5% (-81.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2010 mentre il gasolio autotrazione del 2,7% (-59.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di dicembre è così risultata pari a circa 2,9 milioni di tonnellate, di cui 0,8 milioni di tonnellate di benzina e 2,1 di gasolio autotrazione, con un decremento del 4,6% (-140.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.

Il Gpl ha evidenziato un aumento del 6,7% mentre i lubrificanti hanno presentato una marcata diminuzione dell’8,3%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 15,3% con quelle diesel che hanno rappresentato il 52% del totale (era il 49,8% nel dicembre 2010).

Nel 2011 i consumi sono stati pari a circa 71,9 milioni di tonnellate, con un calo del 2,5% (-1.854.000 tonnellate) rispetto al 2010.

La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 6% (-603.000 tonnellate), il gasolio un aumento dello 0,8% (-191.000 tonnellate).

Nell’anno 2011 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un calo dell’1,2% (-412.000 tonnellate).

Le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione dell’11%, con quelle diesel a coprire il 55,4% del totale (era il 46,2% nel 2010).

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Comunicato Consumi petroliferi dicembre 2011

Roma, 12 gennaio 2012 – Le misure che il Governo intenderebbe assumere per la liberalizzazione della rete di distribuzione carburanti e per la separazione tra produzione e distribuzione anticipate dalla stampa, anche se prontamente smentite da Palazzo Chigi come “prive di fondamento”, trovano l’industria petrolifera totalmente contraria.

Se tali ipotesi dovessero infatti trovare seguito in atti normativi, esse si configurerebbero come un vero e proprio esproprio a danno delle aziende con effetti dirompenti sul sistema petrolifero italiano già colpito dalla crisi della raffinazione, minando alla base la capacità di garantire l’approvvigionamento energetico del Paese.

Siamo tuttavia convinti che tali ipotesi non possano essere ascritte ad un Governo come quello presieduto dal sen. Monti che, qualificato da una reputazione di autorevolezza e competenza, sta dichiaratamente portando avanti il progressivo allineamento dell’Italia all’Europa al fine di incoraggiare quei capitali esteri che costituiscono un fattore importante per la crescita economica perseguita come priorità dallo stesso Governo.

Ciò vale in particolare per l‘ipotizzata abolizione dell’esclusiva che non può in alcun caso essere applicata agli impianti di proprietà delle aziende che realizzano l’investimento, curano la manutenzione, mettono il loro marchio e danno il tutto in uso gratuito al gestore.

La perdita, anche parziale, dell’esclusiva avrebbe un significativo impatto economico in quanto non consentirebbe, in alcun modo, né la remunerazione degli investimenti presenti e futuri né la sostenibilità dei costi operativi, anche nel breve termine. Inoltre, verrebbero pregiudicate le garanzie di qualità e sicurezza del prodotto nei confronti del consumatore senza una significativa riduzione dei prezzi come viene propagandato.

L’Unione Petrolifera è invece favorevole alle proposte avanzate dall’Antitrust nella segnalazione inviata nei giorni scorsi a Governo e Parlamento che mirano a rendere realmente più flessibile il mercato.

L’Unione Petrolifera, al fine di contribuire al dibattito in corso, ha altresì avanzato nei giorni scorsi una sua proposta al Governo che punta a:

  • rimuovere le rigidità relative alle forme giuridiche ed alle tempistiche attraverso cui gestire gli impianti di distribuzione carburanti;
  • eliminare i vincoli all’utilizzo di tutte le apparecchiature self-service in quanto l’efficienza va raggiunta cogliendo le potenzialità del singolo impianto;
  • prevedere la liberalizzazione degli orari degli impianti di distribuzione carburanti;
  • superare gli ostacoli allo sviluppo delle attività non-oil.

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Comunicato UP su liberalizzazioni

03.01.2012 ‐ UP su aumento accise carburanti

I recenti aumenti di accisa sui carburanti, di cui si è tanto discusso negli ultimi giorni, incidono in realtà in misura non significativa sul costo del trasporto dei prodotti.

Infatti le addizionali regionali interessano solo la benzina, mentre è noto che il trasporto merci avviene con mezzi a gasolio.

Inoltre gli aumenti di accisa sul gasolio previsti a livello nazionale – tra cui l’ultimo con il decreto Salva Italia – sono per legge rimborsati agli autotrasportatori che, per le grandi distanze, utilizzano mezzi pesanti.

In sintesi, a risentire dell’aumento della fiscalità sul gasolio sono esclusivamente i mezzi leggeri, che generalmente hanno basse percorrenze.

In questa fase serve la massima attenzione affinché l’aumento delle accise sui carburanti non si trasformi indebitamente in un pretesto per giustificare l’innalzamento dei prezzi finali di altri prodotti.

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NOTA UP SU AUMENTO ACCISE CARBURANTI